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Questione di minuti

Sono passati sette anni o forse semplicemente 4 minuti.

Il tempo è un qualcosa a cui non ci sappiamo sottrarre e a volte passa troppo in fretta, a volte troppo lentamente.

E’ solo questione di attimi, attimi che sembrano infiniti ma restano pur sempre attimi, quelli che nel bel mezzo della notte fanno tremare la terra sotto i piedi e distruggono vite e storie.

E’ questione di ore, per chi intrappolato aspetta di essere salvato dai soccorsi.

Sarà questione di mesi o anni per rifarsi una vita, lì o lontano da quei posti, ma non passerà mai la sensazione, la paura, il ricordo. Amatrice, Accumoli, Arquata e la casualità di un terremoto che distrugge un paese piuttosto che un altro, una casa ma non quella a fianco. Sicilia, Campania, Umbria, Molise, Abruzzo, Lazio; l’elenco delle regioni colpite da terremoti è sempre più lungo.

Erano le 3 e 32 di una notte di sette anni fa quando l’Abruzzo fu sconvolto dal terremoto che uccise oltre 300 persone. La scorsa notte alle 3 e 36 un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito il Lazio e le Marche.

Sono passati quattro minuti dopo i quali per un’altra volta i sogni si sono trasformati in incubi.

Edoardo Colzani, agosto 2016 – © Mozzafiato

 

Italia: primi in solidarietà

 

Queste sono ore in cui bisogna ancora scavare tra le macerie. Queste sono ore di ulteriori scosse. Queste sono ore di bambini estratti vivi da sotto le loro case crollate. Queste sono ore di persone che fanno la fila negli ospedali per donare il sangue. Queste sono ore di invio di beni di prima necessità. Queste sono ore di presenza costante dei vari operatori per i soccorsi. Vigili del fuoco, protezione civile, organizzazioni mediche, enti e organismi che sono l’orgoglio della nostra nazione.Viva gli Italiani.

 

Baldassarre Aufiero, agosto 2016 – © Mozzafiato

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