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“Io non mi arrendo”

Io, come penso molti di noi, non conoscevo la figura del commissario Roberto Mancini (esatto, omonimo dell’allenatore di calcio) e sono contento che esistano ancora persone che credono in un mondo migliore e lottano per far sì che ciò accada.

Non è però la storia di un eroe, è la storia di una persona che assieme ad altre ha scoperto un sistema malato ed ha cominciato una battaglia per cui alla fine ha dato la sua stessa vita, morendo per un tumore contratto per l’esposizione a veleni tossici.

Nel caso della terra dei fuochi e dello smaltimento illegale dei rifiuti, difatti è troppo semplicistico puntare il dito contro qualche camorrista, perché se loro sono riusciti a fare i miliardi ed alcune splendide terre della nostra penisola si sono trasformate in un cumulo di rifiuti, la causa è da additare anche a tutti quelli che hanno fatto parte di questo sporco gioco; imprenditori, ispettori dell’ambiente, politici e chi più ne ha, più ne metta.

Alla fine ogni cosa si è rivelata  alla luce del sole, perché nascondere sotto il tappeto si può solo fino ad un certo punto, e soprattutto ciò è stato permesso “grazie” a pentiti. Certo ci sono voluti quasi vent’anni, faldoni di carta finiti nel dimenticatoio e molte persone morte.

Perché noi siamo fatti così, prima facciamo le cose sporche, tanto le fanno tutti, e poi quando veniamo scoperti ci pentiamo. Se vogliamo davvero un mondo migliore, siamo noi i primi a far sì che ciò possa accadere.

Edoardo Colzani, febbraio 2016 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

 

 

 

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