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#goSalvinigo!

Arrivato il giorno dello sbarco a Valencia, in Spagna, dei clandestini o migranti o come li si voglia chiamare le circa 630 persone dell’Aquarius, si è appurato quanto segue:

1. Non si trattava di rifugiati in fuga da luoghi di guerra, di persone denutrite o ammalate, bensì di meri MIGRANTI ECONOMICI;

2. che un limite all’immissione di stranieri va ragionevolmente posto in un qualsivoglia Stato degno di tale nome, che non pare corretto l’accollo automatico dei suddetti migranti economici all’Italia, che un filtro vada fatto anche in relazione a problematiche legate alla salute pubblica, al decoro, all’economia interna ed alla sicurezza nazionale;

3. Che la presa di posizione del Governo, tanto osteggiato dai pedanti guru della sinistra, Saviano e Strada in testa, ha scoperchiato un orripilante vaso di Pandora, fatto di potenti business ed affari a più cifre, una tratta degli schiavi in salsa 2.0, col supporto e la complicità, forse inconsapevole quanto inappropriata, di orde di buonisti e benpensanti dalla tastiera affilata. Per il merito di avere scoperchiato altarini scomodi, per avere subito minacce ed accuse di ogni sorta, de visu e sui social, per il coraggio delle idee e per essere il portavoce del pensiero della stragrande maggioranza degli italiani, sentiamo il desiderio, l’energia, la speranza di dire forte e chiaro:

GO SALVINI GO! Non ti curar di loro …

Carmen Perricone, giugno 2018 – © Mozzafiato

Ritengo sia importante aggiungere alla riflessione di Carmen una presa di posizione netta e chiara relativamente a quanto detto da Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega nel 2016.

Le sue testuali parole sono state 

“ Ieri ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede per il nostro governo”

Un orrore? No, è limitativo definire tali parole in questa maniera.

Forse solo Goebbels poteva augurarsi una cosa simile.

Ritengo che Albinati debba continuare a vivere all’interno del penitenziario di Rebibbia, ma non per svolgere l’attività di insegnamento, come fa tuttora, ma per scontare la pena come semplice carcerato.

Baldassarre Aufiero, giugno 2018 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa