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Inganni relazionali (sequel)

ILLUSIONI D’AMORE 

Chi fosse rimasto al ghosting [vedasi https://www.mozzafiato.info/2019/07/the-ghosting-philosophy/] come forma malsana di conduzione (anzi, di troncamento) delle relazioni amorose, sappia che ve ne sono altre meno dirompenti ma non per questo meno insidiose e subdole; usate come metodo improprio, di logoramento, sia per terminare sia per non iniziare mai una vera relazione.
Queste però, a differenza di quella, a ben vedere non sono peculiari del mondo digitale, si praticavano ampiamente anche nel mondo analogico, sebbene con modalità diverse, più fisiche e meno virtuali; sono peraltro attuate quasi equamente da uomini e donne.
Non avete mai subito (o praticato) il ghosting? Fortunati (o bravi)! Invece forse non ve ne siete accorti o non li avete chiamati così, però sarete probabilmente incappati, in ordine decrescente di evanescenza, nello zombieing, nel breadcrumbing, o almeno nell’antico e comunissimo benching!  Il primo prediletto dalle ragazze, l’ultimo dai ragazzi e l’altro da entrambi.
Se un fantasma amoroso è a tutti gli effetti un trapassato, uno scomparso, che vive purtroppo ormai solo nella memoria di chi ha frequentato e poi ha abbandonato, uno zombie è ancora a metà fra la vita e la morte amorosa: c’è ma poi fugge, si palesa ma poi svanisce, si fa vedere ma poi non si fa prendere. Una specie di fuoco fatuo. Comunica ma poi si nega; dà o accetta gli appuntamenti ma poi non si presenta; quando si incontra, subito si defila. Però non vuole scomparire del tutto, si appaga di questa posizione ambigua; o semplicemente-meschinamente-la tiene per lasciare una porta aperta per il futuro, non si sa mai. Può rimanere in questo limbo anche per molto tempo; poi muore definitivamente o risorge, ma non può diventare un ghost, perché non ha mai/non è mai stato amato.
Piuttosto che niente, meglio le briciole; letteralmente. Se l’amore è il pane dell’anima, le breadcrumbs d’affetto sono un misero stuzzichino, col quale di certo non ci si sfama. Resta da capire se siano un palliativo o un rafforzativo del desiderio.
Il/la breadcrumber centellina le proprie elargizioni amorose, come fanno molti anziani con i piccioni, briciole sparse con o senza criterio e si può tenere intorno a sé un intero stormo. Un incontro qua, un cuoricino là, qualche vacua e vana promessa, qualche like, magari un fugace casto bacetto e il gioco è fatto: il potenziale amante rimane invischiato nell’orbita e rimane molto potenziale, accontentandosi di questa elemosina d’amore. Finché il dispensatore non si stanca; o finché il piccione non vede un po’ più in là una pagnotta intera.
Il benching invece è concettualmente diverso; e può essere anche non così insoddisfacente, perché almeno ogni tanto si è operativi, una specie di amore part time e-quindi-multilaterale. Si è come parcheggiati, messi in panchina, appunto, in attesa di essere utilizzati.
Come nello sport, intanto si è contenti di essere stati convocati, cioè considerati; poi si vorrebbe giocare sempre, o spesso…ma in fondo ci si accontenta di giocare qualche volta, magari anche solo causa indisponibilità del prescelto, avendo così anche meno doveri, oneri e responsabilità. Certo, se poi però non si gioca mai (e capitano panchine a vita!). Si è delusi quanto o più degli esclusi. Altrimenti un amore condiviso è forse meglio di nessun amore. Forse. Almeno finché non si trova un amore esclusivo, che ci faccia giocare sempre; e da titolari.

Il Conte, settembre 2019 – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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