Scatti scattanti
ARMONIE DI LUCE
Scatti Scattanti, titolo di impronta futurista, che oggi suona passatista.
O forse no; forse avevano ragione loro, i futuristi: il mondo moderno è tutto frenesia e rapidità.
O forse no; con più il mondo va veloce, con più c’è bisogno di spazi e frammenti di lentezza.
La riflessione che induce un fotogramma va in questa direzione.
Fotografare, cioè disegnare con la luce: unisce le due cose…lo scatto, veloce, con la posa, lenta.
E quando non c’è la posa, c’è la regolazione dei parametri, che richiede tempo, al contrario della scelta dell’immagine, che sorge istantanea.
Fotografare è scegliere l’idea, ritagliare un frammento dal mare magnum infinito della realtà; la tecnica e la tecnologia devono essere al servizio di questa, non viceversa.
Gli scatti devono essere naturali, integrali, non artificiosamente costruiti o, peggio, modificati ex post.
Fotografare, cioè dipingere con la luce: la tavolozza dei colori dev’essere quella naturale, al più accentuata o attenuata dalla maggiore o minore esposizione.
Le immagini di questo pamphlet emozionale – sia che ritraggano persone,sia che ritraggano oggetti – rispecchiano tale filosofia.
Non vi si trovano situazioni artificiali, scenografie artefatte o fotografie ritoccate.
L’esito è un affresco di sensazioni che ci appaiono familiari, naturali, vicine, amiche.
Sono pagine di impressioni visive.
Parlano le immagini: le (poche) parole sono solo a corredo o a cornice della raffigurazione, ad enfatizzare emozioni e ricordi.


