“Sette donne , sette passi nel tempo” di Fiorella Butti

Last Updated: 27 Novembre 2025By
Quando incontri una persona “sui generis”, avrai dei singolari vantaggi e benefici.
Innanzitutto paragonarti con un individuo che vede ed osserva la Vita in maniera differente.
Una persona ricca di stimoli culturali, osservazioni speciali e un atteggiamento ironico e allegro.
In questa nostra società omologata, quindi, conoscere una persona diversa e atipica,
ti introduce in un mondo fatto di una dinamicità e un’energia differente.
Questa persona ti sorprende con delle battute, che ti fanno scoppiare a ridere, come non facevi da anni, oppure ti lascia interdetto con osservazioni contingenti semplici e risolutive.
Questo è il caso di Fiorella Butti.
Fiorella milanese, con origini pavesi e fiorentine, si è formata in scuole private (Le Orsoline), perché così dettava la sua mamma, il vero comandante di casa.
Questa caratteristica “matriarcale” è quello che si evidenzia ed emerge nel suo primo romanzo:
” Sette donne, sette passi nel tempo”
Romanzo voluminoso, che però si legge con interesse, perché scorrevole.
Fiorella compie un excursus personale complesso, dagli incontri con grandi personaggi del Novecento, da Giorgio Strehler a Lucio Fontana,passando da Dino Buzzati,
fino a giungere ad una vita personale e intima stupefacente e singolare.
Una donna con un “savoir faire” tipicamente meneghino.
Una milanesità che trasuda dalla sua voce tipica della “sciura” milanese della buona borghesia della nostra città. 
Una scrittrice da scoprire, con un sogno nel cassetto, quello che il suo romanzo si trasformi in una serie televisiva.
Una scrittrice, che a breve presenterà il suo libro in posti eleganti della  Milano colta, circoli, associazioni, come anche in librerie e biblioteche.
Buona lettura del suo primo romanzo.
Sicuramente un ottimo regalo natalizio per le prossime Feste.

Baldassarre Aufiero, dicembre 2025  – © Mozzafiato

 


SINOSSI DEL LIBRO

 

Fiore, alter ego dell’autrice, è la voce narrante in terza persona.

Lei è l’unica figlia di una coppia mal assortita, “madre sole” e “padre luna”, dai caratteri opposti e progetti non coincidenti.

Per difendersi, per non soccombere alla tensione, a volte violenta, di casa sua, fin da bambina impara l’arte di usare l’ironia, la fantasia, il distacco. Una vita sognata, immaginata piuttosto che vissuta, dove desideri, sogni e realtà hanno confini sfumati e spesso confusi. E lo humour, freddo e leggero, accompagna tutto il testo.

La bisnonna Isabella, di cui Fiore ricorda i colori: il bianco candido dei capelli, l’azzurro degli occhi e il nero delle vesti lucide.

Paolina, la nonna paterna, dal naso pronunciato, persona austera, riservata, dalla cui bocca non sono uscite troppe parole, né mai una risata.

La nonna materna, Carolina, al contrario, donna affettuosa, morbida e rotonda, l’ha allevata da piccola, amandola e proteggendola. Una persona semplice e complice. 

Dina, la madre, donna affascinante e carismatica, di forte volontà e ambizioni. Il vero uomo di casa. Con un’unica passione, il suo lavoro, nonostante quello che per tutta la vita va ripetendo alla figlia, “sei tu il mio grande amore”. Nell’animo ansie e inquietudini non le permettono di sentirsi arrivata in nessuna circostanza e al sicuro in nessun luogo.

Selena e Arianna, sono le figlie di Fiore.

Le loro nascite sono legate a eventi drammatici, fuori dall’ordinario.

I vari capitoli privilegiano l’una o l’altra di queste donne, ma si evince che sono legate da sottili ma robustissimi fili. E come nelle matrioske, una dentro all’altra, scoprendo l’ultima, il racconto getta la sua luce sugli eventi precedenti.

Le prime tre generazioni concretizzano la tradizione della vita dura e semplice di un tempo. Con Dina che però fa anche da spartiacque. Nata in una famiglia economicamente modesta, arriva a Milano da un piccolo centro, sposa un uomo di buone condizioni e dà un grosso impulso all’azienda, diventandone il capo indiscusso. Belle case, vestiti di sartoria, figlia a scuola dalle Orsoline, e insieme un’attività lavorativa infaticabile.

La figlia Fiore esprime il terremoto conosciuto dalle nuove generazioni anni Sessanta e Settanta. Matrimonio, divorzio, la figlia primogenita nata da un padre, la seconda da un altro. Vita al riparo grazie alla ricchezza garantita dalla madre, ma turbolenta sul piano degli affetti e delle scelte esistenziali.

Nei confronti delle figlie manterrà due segreti che le riguardano, uno diverso dall’altro, ma ugualmente sconvolgenti, quando ciascuna di esse ne verrà a capo. 

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