“Sette donne , sette passi nel tempo” di Fiorella Butti
Baldassarre Aufiero, dicembre 2025 – © Mozzafiato
SINOSSI DEL LIBRO
Fiore, alter ego dell’autrice, è la voce narrante in terza persona.
Lei è l’unica figlia di una coppia mal assortita, “madre sole” e “padre luna”, dai caratteri opposti e progetti non coincidenti.
Per difendersi, per non soccombere alla tensione, a volte violenta, di casa sua, fin da bambina impara l’arte di usare l’ironia, la fantasia, il distacco. Una vita sognata, immaginata piuttosto che vissuta, dove desideri, sogni e realtà hanno confini sfumati e spesso confusi. E lo humour, freddo e leggero, accompagna tutto il testo.
La bisnonna Isabella, di cui Fiore ricorda i colori: il bianco candido dei capelli, l’azzurro degli occhi e il nero delle vesti lucide.
Paolina, la nonna paterna, dal naso pronunciato, persona austera, riservata, dalla cui bocca non sono uscite troppe parole, né mai una risata.
La nonna materna, Carolina, al contrario, donna affettuosa, morbida e rotonda, l’ha allevata da piccola, amandola e proteggendola. Una persona semplice e complice.
Dina, la madre, donna affascinante e carismatica, di forte volontà e ambizioni. Il vero uomo di casa. Con un’unica passione, il suo lavoro, nonostante quello che per tutta la vita va ripetendo alla figlia, “sei tu il mio grande amore”. Nell’animo ansie e inquietudini non le permettono di sentirsi arrivata in nessuna circostanza e al sicuro in nessun luogo.
Selena e Arianna, sono le figlie di Fiore.
Le loro nascite sono legate a eventi drammatici, fuori dall’ordinario.
I vari capitoli privilegiano l’una o l’altra di queste donne, ma si evince che sono legate da sottili ma robustissimi fili. E come nelle matrioske, una dentro all’altra, scoprendo l’ultima, il racconto getta la sua luce sugli eventi precedenti.
Le prime tre generazioni concretizzano la tradizione della vita dura e semplice di un tempo. Con Dina che però fa anche da spartiacque. Nata in una famiglia economicamente modesta, arriva a Milano da un piccolo centro, sposa un uomo di buone condizioni e dà un grosso impulso all’azienda, diventandone il capo indiscusso. Belle case, vestiti di sartoria, figlia a scuola dalle Orsoline, e insieme un’attività lavorativa infaticabile.
La figlia Fiore esprime il terremoto conosciuto dalle nuove generazioni anni Sessanta e Settanta. Matrimonio, divorzio, la figlia primogenita nata da un padre, la seconda da un altro. Vita al riparo grazie alla ricchezza garantita dalla madre, ma turbolenta sul piano degli affetti e delle scelte esistenziali.
Nei confronti delle figlie manterrà due segreti che le riguardano, uno diverso dall’altro, ma ugualmente sconvolgenti, quando ciascuna di esse ne verrà a capo.

