Un Rigoletto moderno

Last Updated: 31 Ottobre 2025By

Ho voluto attendere l’ultima replica, prima di scrivere la mia recensione sul recente Rigoletto al Teatro alla Scala.

Un’attesa legata alla lettura di molte delle recensioni su questo spettacolo e soprattutto alla regia di Mario Martone.
Una regia dallo stile moderno che ha diviso le opinioni non solo degli addetti ai lavori,
ma specialmente del pubblico.
Addirittura nel Foyer la sera che ho visto “Rigoletto”, ho conosciuto un soprano russo,
che mi diceva:
 ” Sto ascoltando le interpretazioni e le arie dei miei colleghi, ma ad occhi chiusi, questo tipo di modernità, non fa per me”.
Un giudizio tagliente e talmente deciso, da lasciarci confusi e turbati.
Ma andiamo alle origini del Rigoletto, esaminando la reale poetica del compositore Giuseppe Verdi.
Il Maestro Fortunato Ortombina, Sovrintendente e Direttore artistico del Teatro alla Scala, li spiega con una chiarezza e una ricchezza di informazioni encomiabili nell’intervista allegata dal minuto 15.08.
In effetti, quello che emerge è che per il Maestro di Busseto il Rigoletto fosse una delle sue opere preferite, un’opera rivoluzionaria, di natura shakespeariana, pur se prende origine dal dramma di Victor Hugo: “Le Roi s’amuse”. 
La trasposizione contemporanea di Martone, pur stimolante, ha snaturato alcuni nuclei del dramma verdiano: la fatalità, l’innocenza sacrificata, la morale tragica. 
Alcuni spettatori lo hanno percepito come un “Rigoletto diverso”, che oscilla tra intenzione e realizzazione.  
Infine, voglio aggiungere un’opinione personale.
La drammaticità della “maledizione”, incipit e finale del Rigoletto, ma soprattutto cifra stilistica dell’opera, viene posta in secondo piano rispetto a una dicotomia sociale  e di un contrasto netto tra il mondo dorato della corte e quello degradato dei reietti.

Baldassarre Aufiero, ottobre 2025  – © Mozzafiato

 

ultimi articoli