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CLASSE IMPERIALE

Il mio ricordo di Kaiser Franz è legato non tanto alla sua eccelsa caratura tecnica quanto all’icona leggendaria che lo ritrae col braccio al collo nel corso della “partita del secolo”.
Quando, pur menomato da una spalla lussata, era rimasto stoicamente in campo per dirigere da par suo le operazioni difensive e di contrattacco della Germania contro l’Italia di Riva, Boninsegna e Rivera. Un’immagine impensabile nel calcio attuale e una dimostrazione di grande personalità e attaccamento alla maglia della nazionale.
Non ho mai amato alla follia il calcio dei crucchi, pur riconoscendone qualità e sostanza ma preferendogli le mie predilette Olanda, Brasile e Jugoslavia. Ma la classe cristallina di Beckenbauer mi ha sempre affascinato. Con lui il ruolo di libero ha raggiunto vette di eleganza e tempismo mai toccate da altri pur grandi interpreti (come Krol e Olsen, tanto per citarne un paio) della sua epoca.
Tra i numerosi apprezzamenti degli addetti ai lavori per questo fuoriclasse ne ricordo uno particolarmente azzeccato, tributatogli da un altro fenomeno. Nella cronaca di una sfida europea tra Bayern e Milan, il mitico Gianni Brera lo aveva descritto come “una corazzata tra le giunche”.
A una tale pennellata istantanea rimane ben poco da aggiungere se non una banale impressione di semplice fanatico del calcio: al termine di ogni partita Kaiser Franz mi sembrava l’unico che non avesse alcun bisogno di farsi la doccia…

Gino Delvecchio, gennaio 2024 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa