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DUE D’ARROCCO

Le ragazze solitarie si sono estinte. Nei momenti di leisure, nei locali o a passeggio, ma anche in viaggio o allo shopping, le trovi ormai solo in due; e recentemente, peggio, quasi sempre in tre, quattro, cinque..veri e propri manipoli che dissuadono anche il più mordace conquistatore (il quale per definizione è figura solitaria e un po’ felina..altrimenti sarebbe un amicone gruppale). Trattasi dunque di un Due dipicche molto diffuso, particolarmente insidioso e fastidioso in quanto preventivo; e pure generalizzato.
La pluralità è una tattica di scoraggiamento relazionale appositamente studiata e attuata? Forse più no che sì. Forse l’inibizione della conquista è più un effetto collaterale che una causa.
In parte la pratica sicuramente viene dalla tradizionale maggiore intimità che c’è fra donne piuttosto che fra uomini.
Ma in parte predominante probabilmente nasce come strategia di difesa/mutuo soccorso verso pericoli veri, ben diversi dalle avances galanti, come le rapine e le aggressioni. In parte proviene dalla sempre più diffusa inclinazione delle ragazze a ‘far gruppo’ e a divertirsi in modo chiassoso e sguaiato, atteggiamento che era invece tipico dei maschi, chissà perché quando le donne decidono di copiare gli uomini, copiano sempre i peggiori, o i loro aspetti peggiori…come la pretesa di comando, la rissosità, la trasgressione, la predilezione delle relazioni usa e getta, l’indole cameratesca e così via.
 In parte deriva poi dalla sempre maggiore voglia di condurre piuttosto che subire il gioco della seduzione: ‘esco in gruppo, così non mi avvicina nessuno e se mi interessa qualcuno mi faccio avanti io’.
Ecco, questo aspetto sottende, oltre alla già più volte rimarcata inversione dei ruoli di genere del mondo d’oggi, una insidia sottile: innanzi tutto per non sfigurare con le amiche ciascuna sarà costretta a farsi avanti solo con super uomini ritenuti eccezionali, i quali di solito lo sono solo all’apparenza e in seguito si rivelano una gran delusione; poi sarà indotta ad evitare a priori gli approcci di chi, forse meno appariscente dall’esterno, invece si dimostrerebbe, a detta delle donne stesse, il miglior amante e compagno, in quanto per natura portato a compensare con forti dosi di intelligenza e personalità, affettività e passionalità l’aspetto magari non da ‘maschio alfa’, rivelando un gran fascino nascosto.
Quando le donne uscivano spesso ancora da sole, abili ed intriganti oratori con charme avevano la possibilità di esprimersi e valorizzarsi approcciando e affabulando la solitaria di turno; la quale peraltro era molto ben disposta ad ascoltarli, intanto per rompere la noia dell’isolamento, poi non dovendo esibire nulla all’istante alle amiche e magari in più volendo provare una situazione che potrebbe pure sembrare all’inizio non ottimale, sperando che dall’interno sia migliore; o in attesa di trovarne una migliore, come peraltro fanno da sempre non così raramente gli uomini.
Con le ragazze isolate, protette e difese a vicenda dalle amiche, schierate come torri ed alfieri sulla scacchiera della conquista, viene negata ai pochi poveri chercheurs de femmes rimasti persino la libertà di espressione, quella comunicatività che è stata per tanti decenni quasi una forma d’arte ed una delle molte eccellenze nazionali, il plus nostrano fra i conquistatori latini, ben apprezzato nel mondo. Quanti films, attori ed interessanti personaggi reali in meno avremmo avuto senza di essa.

Il Conte, giugno 2019 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa