Il peso ideale

Da quando ho iniziato ad avere a che fare con diete e regimi alimentari controllati, cioè  dall’età di quattro anni, e poi da quando faccio questo mestiere, ho sempre sentito parlare di ” peso ideale”.
“Dottoressa ma quanto dovrei pesare? Quanti chili devo perdere?”
Sono cose che mi sento chiedere quasi sempre durante le visite.
È  ora che chi fa la mia professione si stacchi da questo concetto solo teorico, che genera ansie e sentimenti di inadeguatezza nei pazienti.
Le tabelle del BMI, cioè dell’indice di massa corporea, sono generiche e tengono conto del rapporto peso/altezza/sesso/età del soggetto; non conoscono le situazioni ambientali, la condizione emotiva, lo stato di salute e la singolare conformazione di ogni individuo.
Ritengo giusto parlare di “obiettivo raggiungibile” e di peso adeguato al soggetto che abbiamo di fronte.
Un obiettivo che valuti abitudini di vita, motivazione, età, condizione fisica generale ed equilibrio psichico; un peso da raggiungere che non si identifichi con la taglia 42 ma con un percorso di consapevolezza ed equilibrio che eviti il più possibile abbandoni e sconforto che causano effetti yo-yo.
Ritengo sia importante indirizzare il paziente verso un percorso di dimagrimento che lo aiuti a sentirsi forte emotivamente, riduca il rischio di recidive e gli dia gli strumenti per imparare a mangiare sano. Il calo desiderato arriverà automaticamente anche se non rispetterà i pesi tabellari, avrà rispettato invece la complessità psicofisica ed emotiva di ognuno, rendendo il paziente autonomo e consapevole.
Si può vivere sani e felici anche con qualche rotondità in più!!!

Mara Antonaccio, settembre 2018 – © Mozzafiato

 

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