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Se non è zuppa…

Alla diciassettesima di ritorno arriva il verdetto definitivo sull’assegnazione dello scudetto. Chiuso in cassaforte il prezioso bottino dell’incursione rapinosa della settimana scorsa al Meazza, la Juventus (91) sbriga alla sua maniera anche la pratica casalinga col Bologna e approfitta dello stato catatonico del Napoli (85) per rendersi irraggiungibile (o irreperibile?). Infatti al San Paolo i Ciucciarielli vengono costretti al pari dal Torino e vedono svanire qualsiasi possibilità anche remota di un riaggancio miracoloso. E già sono partiti i peana e i cortei celebrativi, con tanto di maratone televisive, per rendere omaggio agli eroi da leggenda del settimo titolo consecutivo, arraffato a colpi di fischietto e botte di glutei.

Il vecchio e banale adagio popolare non mente. Se non è zuppa, è pan bagnato. Quando non provvede lo staff arbitrale in versione serial killer, ci pensano in qualche modo la Dea Cieca e persino gli avversari a spianare la strada alla Vecchia Signora. Archiviato un primo tempo di inopinata sofferenza culminata con un rigore al passivo – frutto di un pasticciaccio brutto tra Buffon e Rugani (che però scampa comunque al rosso diretto più che giustificabile) – i bianconeri  pescano il jolly grazie a una scellerata autorete di De Maio. Dopo un palo clamoroso degli emiliani, il vantaggio juventino non tarda ad arrivare per merito di Khedira, che mette in rete da due passi brutalizzando impunemente un difensore avversario. Il terzo gol è solo una ciliegina sul risultato ormai acquisito.

Terzo posto quasi blindato per la Roma (74), che a Cagliari arraffa il bottino pieno pur subendo a lungo le iniziative dei sardi, i quali nella ripresa falliscono per ben tre volte un facile pareggio più che meritato. Giornata di pura sofferenza per la Lazio (71), che rimedia solo un pari casalingo in rimonta con l’Atalanta. Padroni del campo dall’inizio alla fine, i bergamaschi mettono per lunghi tratti sotto assedio la retroguardia avversaria ma sono particolarmente sfigati nelle conclusioni. Torna quindi a coltivare qualche illusione l’Inter (69), che a Udine demolisce una squadra ormai allo sbando da mesi.

In coda arriva la condanna senza appello anche per l’Hellas (25), mentre infuria la lotta all’ultimo sangue per evitare la terza poltrona che scotta. Quello messo peggio è il Cagliari (33), staccato di una lunghezza rispetto a Udinese, Crotone e Chievo (34), che si aggiudica lo scontro diretto con i calabresi. Un po’ di respiro per la Spal (35), che sfrutta a dovere il turno casalingo contro il Benevento spacciato.

Con una quaterna secca a Udine la Beneamata cerca di metabolizzare il boccone avvelenato cacciatole in gola dalla Vecchia Signora e dal suo mantenuto di turno armato di fischietto. Nel contempo i nerazzurri si aggrappano disperatamente alle residue flebili speranze di sottrarre il posto in CL a una delle romane. Messi di nuovo di fronte alle detestabili maglie zebrate, i milanesi si scatenano senza lasciare scampo agli incolpevoli friulani, che oltretutto ospitano due ex-juventini all’esordio in panchina.

La sfida è senza storia e solo per caso la zuccata vincente di Ranocchia al quarto d’ora non trova adeguato seguito fino agli ultimi istanti del primo tempo, quando Rafinha (al primo sigillo stagionale) e Icardi chiudono a doppia mandata il comodo successo, dopo che Handanovic ha negato ai padroni di casa un incredibile pareggio sulla loro unica azione pericolosa. Nella ripresa il rosso diretto guadagnato dallo stolto Fofana toglie qualsiasi velleità ai friulani e i nerazzurri si limitano a non infierire, anche se Borja Valero non può proprio esimersi dall’impinguare il bottino completando il poker.

Al prossimo turno scontro ormai privo di pathos all’Olimpico tra Roma e Juventus, mentre la Lazio è attesa al varco dal disperato Crotone. Potrebbe approfittarne l’Inter che riceve il Sassuolo ormai salvo. Missione impossibile per il Cagliari a Firenze, mentre Chievo e Udinese potrebbero trovare punti salvezza fondamentali a Bologna e Verona.

Gino Delvecchio, maggio 2018  © Mozzafiato

Ufficio Stampa