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La Signora in giallo

Dopo un turno caratterizzato da un’ondata di stitichezza endemica (metà delle partite concluse a reti inviolate), la quattordicesima di ritorno (infrasettimanale) cambia decisamente rotta all’insegna dei fuochi d’artificio, offrendo numerosi colpi di scena ai vari livelli di classifica.

Archiviata con parecchie recriminazioni la beffarda e tempestosa eliminazione dalla Champions per mano del Real, la Juventus (85) torna dapprima a fare la voce grossa nel giardinetto di casa sua, sistemando con una tripletta una Sampdoria troppo arrendevole e sprecona, ma poi a Crotone viene inopinatamente rimontata e costretta a un pareggio del tutto imprevisto.

Nel frattempo, mentre si va faticosamente smorzando il riverbero del colossale incendio appiccato al Bernabeu dai piromani torinesi in casacca gialla, scorrono ancora davanti ai nostri occhi scene alle quali noi umani non avremmo mai voluto assistere. Arbitro accerchiato come una carovana di mormoni attaccata da Sioux incazzatissimi, pesanti esternazioni verbali e soprattutto gestuali di giocatori e dirigenti della squadra “derubata del sogno” nel momento fatale e nel rovente dopopartita, il grottesco tentativo di furto della zolla del dischetto perpetrato da un zappatore esperto come Chiellini. Uno spettacolo esemplare di sportività e correttezza, andato in onda in mondovisione col brillante risultato di frantumare le residue macerie di gloria del calcio italico.

Il pareggio juventino a Crotone riapre quindi uno spiraglio di speranza per il Napoli (81) che, rimasto bloccato sul nulla di fatto nella tana del Milan, travolge l’Udinese al San Paolo solo nel finale dopo essersi trovato per due volte in svantaggio. Nelle ultime settimane la corsa al titolo ha assunto un andamento a fisarmonica, con porte scorrevoli che si aprono e chiudono seguendo uno schema spesso imprevedibile.

Stallo totale del terzetto in corsa per la Champions. Dopo il derby a reti bianche ma piuttosto intenso, Lazio e Roma (64) vincono entrambe. All’Olimpico i giallorossi superano di misura il Genoa, che fa omaggio ai padroni di casa anche di una grottesca autorete. I biancazzurri escono trionfalmente dalla sfida pirotecnica di Firenze, rimontando per due volte fino al sorpasso finale i viola, arrembanti in attacco ma troppo ballerini in difesa. Resta aggrappata alle spalle dell’accoppiata capitolina l’Inter (63) che, reduce dal sofferto pareggio di Bergamo e da tre turni senza lo straccio di un gol, sbriciola un inesistente Cagliari con una quaterna secca.

In coda il Verona (25) rimedia una doppia sconfitta sanguinosa e perde ulteriore terreno rispetto alle altre pericolanti, mentre il clamoroso pareggio casalingo con la Juventus restituisce fiducia al Crotone (28). A sua volta la Spal (29) prolunga l’interminabile sequenza di pareggi con due nulla di fatto a Firenze e a domicilio col Chievo (31). Rimane tuttora in ambasce il Cagliari (32) che, prima della sbornia al Meazza, aveva comunque rimontato sul filo di lana l’Udinese (33), approdata poi felicemente al traguardo storico di dieci sconfitte consecutive.

Doppio turno bifronte per la Beneamata. A Bergamo i nerazzurri, rimaneggiati a centrocampo, vengono messi subito alle corde dall’Atalanta quasi fino all’intervallo, ma gli orobici non riescono a concretizzare una superiorità persino imbarazzante. Nella ripresa gli assatanati padroni di casa sono costretti a lunghe pause sotto la tenda a ossigeno e i milanesi fanno capolino diverse volte in area avversaria. Ma il risultato non si schioda comunque dal nulla di fatto e per la terza volta consecutiva Icardi e colleghi restano a digiuno di reti.

Tre giorni più tardi ci pensa il Cagliari a guarire i nerazzurri dalla stitichezza offensiva. Piuttosto rimaneggiati, i sardi si presentano al Meazza in versione impalpabile e vanno subito sotto grazie a una punizione di Cancelo mancata dall’intera folla assembrata in area. Il resto del primo tempo è un florilegio di occasioni ghiottissime fallite dagli interisti, che imperversano e alla fine aggiungono un altro paio di legni alla già florida statistica relativa.

Un’altra partenza bruciante dopo il riposo frutta finalmente il raddoppio di Icardi ai padroni di casa che poi, pur continuando a scialacquare, aggiungono al bottino una ciliegina di Brozovic e il botto finale di Perisic.

Tirate le somme, il sospirato ritorno al successo della Beneamata serve solo a rimanere a stretto contatto con le rivali romane, che non perdono terreno e col passare delle giornate irrobustiscono le proprie chance in chiave europea.

Il prossimo turno potrebbe segnare virtualmente l’atto conclusivo della lotta per il titolo, quando il Napoli si giocherà le ultime carte nel catino bollente dello Juventus Stadium. Impegno casalingo non del tutto agevole per la Lazio, che attende l’indecifrabile Sampdoria, mentre Roma e Inter affrontano due trasferte delicatissime a Ferrara e nella tana veronese del Chievo.

Gino Delvecchio, aprile 2018  – © Mozzafiato

 

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