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Alle soglie del Paradiso

Una zuccata imperiosa di Koulibaly al 90’ risolve la sfida scudetto della quindicesima giornata di ritorno tra Juventus (85) e Napoli (84). Così in meno di una settimana l’assegnazione del titolo, che sembrava ormai una pratica acquisita, viene rimessa in gioco e i Ciucciarielli si ritrovano alle soglie del Paradiso, pronti ad approfittare di qualsiasi ulteriore passo falso dei bianconeri, sprofondati nelle sabbie mobili dell’incertezza.

Comunque, con quattro turni ancora da giocare, adesso potrebbe succedere di tutto, persino che la Vecchia Signora riporti a casa uno scudetto che considerava già pronto per la sua pingue bacheca.

Nelle concitate battute iniziali la resa dei conti di Torino assume toni da spaghetti western. Ma ci pensa Rocchi a sopire i bollenti spiriti con qualche giallo appioppato ad hoc. Poi gli animi si placano e prende il sopravvento la noia. Gli azzurri tengono a lungo il pallino del gioco ma le occasioni da rete sono piuttosto rare, anche grazie alla solidità delle retroguardie. I torinesi sembrano accontentarsi di mantenere lo status quo e la lagna prosegue quindi fino alla fatidica incornata, che manda al settimo cielo il centrale ivoriano e i suoi colleghi mentre sul Colosseo torinese si abbatte una glaciazione istantanea.

Nel frattempo non perdono colpi Roma e Lazio (67), che liquidano in maniera perentoria Spal e Sampdoria. A Ferrara i giallorossi mettono fine con una tripletta alla lunga striscia positiva dei padroni di casa, beneficiando ancora di una graziosa autorete degli avversari. Prosegue anche la tambureggiante cavalcata a suon di gol dei cugini biancazzurri, che all’Olimpico travolgono con un poker una Sampdoria più fragile che mai. Alla strana coppia capitolina resta sempre avvinghiata l’Inter (66), che a Verona supera di misura e non senza patemi il Chievo.

In coda arriva per il Benevento (17) la certezza matematica della retrocessione proprio nella giornata in cui compie l’impresa più eclatante del suo ammirevole e sfortunato campionato d’esordio nella massima serie. Infatti i sanniti sbancano San Siro e mandano ufficialmente in crisi il Milan, che già all’andata aveva bagnato l’avvento in panchina di Gattuso subendo al 97’ il pareggio dal portiere dei campani. Il secondo colpo della Strega potrebbe rivelarsi letale nella corsa dei rossoneri all’Europa League.

Speranze ormai ridotte al lumicino per l’Hellas (25), che non riesce ad approfittare della brusca battuta d’arresto di Spal (29) e Chievo (31). Quest’ultimo viene agganciato dal Crotone, che esce col bottino pieno da Udine. Giunti ormai all’undicesimo flop consecutivo, i friulani si ritrovano in compagnia del Cagliari (33).

A Verona dunque la solita Beneamata a due facce mette sotto il Chievo rischiando non poco. Nel primo tempo le occasioni migliori sono tutte per i padroni di casa ma il portinaio sloveno fa buona guardia senza distrarsi. Dopo l’intervallo i nerazzurri stringono i tempi a passano subito. La rete di Icardi viene dapprima annullata per un fuorigioco inesistente mai poi giustamente restituita con l’intervento della Var. E il raddoppio di Perisic non tarda ad arrivare a conclusione di una brillante azione corale.

Convinti che il risultato sia ormai in cassaforte, i milanesi cominciano a giochicchiare dando vita al solito ignobile spreco di opportunità per impinguare il bottino. La concentrazione cala vistosamente, complici anche alcuni cambi piuttosto stravaganti partoriti da Spalletti. Così al 90’, grazie a una imperdonabile distrazione collettiva, i veronesi dimezzano lo svantaggio e mettono alle corde gli avversari, andando proprio al termine del recupero vicinissimi a un incredibile pareggio.

Al prossimo turno prova di fuoco per la Juventus, che scende al Meazza per difendere il primato a rischio contro l’Inter. Tutt’altro che agevole anche il compito del Napoli, atteso al varco da una Fiorentina sempre pericolosa. All’Olimpico la Roma non dovrebbe avere eccessivi problemi contro il Chievo affamato di punti, mentre a Torino la Lazio chiede via libera ai granata in parabola discendente.

Gino Delvecchio, aprile 2018 – © Mozzafiato

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