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La tempesta perfetta

Dopo essersi sbarazzata con relativa tranquillità dell’Atalanta nel recupero casalingo giocato in settimana, alla decima giornata di ritorno la lanciatissima Juventus (75) si presenta a Ferrara convinta di fare un’allegra e salutare scampagnata. E invece, dopo dodici vittorie consecutive, i torinesi vengono costretti a segnare il passo dalla pericolante Spal e tornano a casa scornati con un nulla di fatto.

Giunta di fronte al maniero estense, la Vecchia Signora non trova infatti l’abituale tappeto rosso ma il ponte levatoio sollevato e nessuno spiraglio tra le mura, contro le quali va a sbattere per oltre 90’ senza riuscire a far breccia. Unica consolazione la persistente inviolabilità della porta condivisa da Buffon e l’impronunciabile Szczesny, ormai immacolata dalla notte dei tempi.

Pronta ma piuttosto laboriosa la replica del Napoli (73), che al San Paolo riesce a domare di misura un coriaceo Genoa rischiando anche qualcosa. Nelle ultime giornate la macchina da gol dei Ciucciarielli sembra essersi inceppata e solo una zuccata provvidenziale di Albiol nel finale permette di far tesoro del mezzo passo falso juventino.

In una giornata caratterizzata da un improvviso ritorno di fiamma della Var – che su alcuni campi (Torino, Verona, Milano) viene chiamata in causa in maniera addirittura spropositata e non sempre limpida – rimane saldamente al terzo posto la Roma (59), che esce col bottino pieno dalla tana di un Crotone scialacquatore. Tiene decisamente botta l’Inter (55), improvvisamente straripante in casa della Sampdoria, mentre la Lazio (54) è costretta al pari casalingo dal Bologna. Diventa sempre più incalzante la rincorsa del Milan (50), che strappa con i denti (e qualcos’altro) una vittoria in rimonta sul Chievo, ma i veronesi escono da San Siro per nulla convinti del discutibile operato dell’accoppiata arbitro-Var.

Nella zona calda – oltre al rassegnato Benevento (10), che paga l’ennesimo pesantissimo tributo alla perfidia della Dea Cieca – da registrare il crollo del Verona (22), asfaltato a domicilio dall’Atalanta, e del Crotone (24). Ne approfitta la Spal (25), che aggancia il Chievo, ma soprattutto il Sassuolo (27) che sbanca Udine.

Temutissima alla vigilia, la visita nella tana doriana si trasforma incredibilmente in un’apoteosi per la Beneamata. Senza alcun preavviso, sul campo spesso letale di Marassi i nerazzurri scatenano la tempesta perfetta, rifilando una cinquina (con poker di Icardi) ai padroni di casa in stato comatoso, ma pur sempre temibili tra le mura amiche. Esattamente lo stesso punteggio dell’ultima esibizione di rilievo (col Chievo al Meazza) dei milanesi, precipitati poi nel limbo dell’anonimato per un lunghissimo trimestre.

Dopo una mezzora di predominio netto, con qualche ghiotta occasione mancata di un soffio, la mattanza viene avviata da una zuccata del redivivo Perisic, al quale fa seguito lo show dell’indemoniato Icardi: un rigore, un pregevole colpo di tacco e un tap-in mandano i genovesi al riposo con una quaterna sul groppone. Solo dopo l’ultimo sigillo di Maurito a inizio ripresa la furia interista si placa e i malcapitati doriani possono arrivare al fischio finale senza ulteriori danni. Come spesso accade, anche in questo caso è difficile appurare con esattezza se la goleada sia figlia di un effettivo ritorno dei nerazzurri a livelli di gioco qualitativi oppure se sia soprattutto l’effetto collaterale di una prestazione catastrofica di Quagliarella e colleghi.

Al di là della sontuosa giornata di grazia di Icardi, resta comunque il fatto che a centrocampo l’accoppiata Brozovic-Gagliardini in grande spolvero ha travolto i dirimpettai in maniera del tutto inattesa. Inoltre Cancelo si sta confermando sempre più padrone della fascia destra. mentre il contributo di Rafinha sulla trequarti si è dimostrato fondamentale per innescare le incursioni di Perisic e Candreva. La speranza del popolo bauscia è che stavolta l’abbuffata faccia da preludio a un rilancio effettivo in chiave Champions senza ripiombare nel buco nero che l’ha preceduta.

Al prossimo turno, dopo la sosta per le nazionali, il piatto forte è servito a Torino, dove il Milan spera di continuare la rincorsa all’Europa a spese della Juventus. Trasferta complicata per il Napoli, atteso al varco dal Sassuolo in piena lotta per la salvezza. La Roma si presenta a Bologna per consolidare la terza piazza, mentre impegni casalinghi piuttosto agevoli (almeno sulla carta) sono previsti per Inter e Lazio, che ricevono Verona e Benevento.

Luigi Delvecchio, marzo 2018  – © Mozzafiato

Ufficio Stampa