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I fantasmi del palcoscenico

Neanche alla sesta giornata di ritorno la marcia trionfale delle due padrone indiscusse del campionato si concede una sosta. Pur conquistando entrambe una vittoria di misura, Napoli (66) e Juventus (65) ribadiscono una superiorità schiacciante e inattaccabile. Al San Paolo una timidissima Spal viene graziata a ripetizione dai partenopei e torna a casa quasi soddisfatta con un passivo minimo. A Torino il solito golletto a coronamento di una prestazione non proprio esaltante prolunga invece l’interminabile striscia positiva dei bianconeri nel derby della Mole, a dispetto degli inutili sforzi granata volti a sfatare un sortilegio che dura ormai da troppo tempo.

Nuovo ribaltamento del trio di rincalzo. La Roma (50) sbanca Udine con autorità e riconquista il terzo posto, seguita a ruota dalla Lazio (49), che pone fine al periodo nero con un convincente successo casalingo sull’Hellas. Alla luce di questi due risultati un ignobile flop in casa genoana stavolta costa caro all’Inter (48), che si ritrova declassata alla quinta piazza e vede prendere sempre maggior consistenza lo spettro dei cugini del Milan (41), che a San Siro batte la Sampdoria e l’affianca in classifica. In coda fa sensazione il secondo pirotecnico successo casalingo del condannato Benevento (10) a spese del Crotone, mentre continua il black-out di Verona (16) e Spal (17).

Per il quinto anno consecutivo la tana del Genoa rimane dunque un tabù inviolabile per la Beneamata, che torna ad annaspare dopo l’illusoria e soffertissima vittoria sul Bologna. Con una doppietta i padroni di casa rispediscono a casa i nerazzurri, senza attenuanti nonostante le assenze. Sul palcoscenico di Marassi si esibisce una squadra di fantasmi che non fanno paura a nessuno. Difficile individuare il peggiore anche perché la concorrenza tra gli aspiranti a finire dietro la lavagna è piuttosto accanita.

Nel primo tempo i genoani, pur padroni del campo, non riescono mai a rendersi pericolosi. E allora ci pensano i generosi ospiti a fare giustizia con un paio di robusti tentativi di harakiri. Il primo va a vuoto quando Handanovic si appisola su una palla vagante, che lo scavalca e finisce contro la traversa e poi tra le braccia del portiere miracolato. Ma a pochi secondi dall’intervallo il suicidio è cosa fatta: un rinvio inutilmente trafelato di Skriniar colpisce il ginocchio dell’incolpevole Ranocchia e la palla schizza beffardamente in rete.

Al ritorno in campo la replica dei nerazzurri è un autentico pianto greco, al quale il raddoppio dell’ex Pandev mette pietosamente fine. La straziante agonia si protrae comunque sino al termine, confermando l’assoluta incapacità dei milanesi di alzare il ritmo e rendersi seriamente pericolosi. Anche i cambi effettuati da uno Spalletti annichilito fanno il solletico ai genoani, che conducono felicemente in porto un’altra vittoria insperata.

A dispetto dell’aritmetica, questo nuovo imperdonabile rovescio scaraventa una pietra tombale su qualsiasi velleità europea dell’Inter. D’altronde, se questa impresentabile accozzaglia di inetti venisse autorizzata, per uno scherzo assurdo della sorte, a mettere il naso fuori dai confini italici, andrebbe certamente incontro a un massacro contro chiunque.

Il prossimo turno riserva al Napoli capolista una trasferta non impossibile a Cagliari, mentre la Juventus è impegnata a domicilio contro la sempre ostica Atalanta. All’Olimpico scontro delicato e rovente tra la Roma e il rinato Milan, mentre la Lazio rende visita a un Sassuolo in piena crisi. Infine al Meazza è di scena il Benevento e a questo punto i sanniti potrebbero persino coltivare – magari con l’intervento del loro Santo personale dall’alto dei cieli – qualche sogno proibito affrontando l’ectoplasma dell’Inter.

Gino Delvecchio, febbraio 2018 – © Mozzafiato

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