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Abbuffate e digiuni

Passano le giornate e diventa sempre più forte la sensazione che le prime due della classe – Napoli (63) e Juventus (62) – non troveranno più ostacoli fino alla resa dei conti finale. Alla quinta di ritorno Lazio e Fiorentina provano infatti a fermarle e ne escono con le ossa rotte, seppure in diversa misura e con differente modalità.

Al San Paolo i laziali vanno in vantaggio prestissimo ma, dopo un buon primo tempo, poi devono subire la rimonta dirompente dei Ciucciarielli, i quali infilano una sontuosa quaterna confermando che la loro macchina da gol – dopo un breve appannamento – è tornata a sgretolare con pervicacia le difese avversarie.

A Firenze, invece, ancora una volta una prestazione piuttosto discutibile dei bianconeri si traduce in un successo pesante come un macigno nell’economia del campionato. Soverchiata dai viola fino all’intervallo, la Vecchia Signora con evidenti difficoltà motorie viene soccorsa pietosamente da un bel palo e soprattutto dalla Var, tanto vituperata dai lacchè della matrona sabauda. L’ossequioso arbitro Guida (nomen omen) prende per mano e porta in salvo i torinesi, che nella ripresa alla prima occasione arraffano il malloppo col figliol prodigo viola Bernardeschi prima di chiudere in bellezza col raddoppio del panzone schierato al centro dell’attacco.

Viene ribaltata ancora una volta la gerarchia dello staccatissimo terzetto di damigelle d’onore in corsa per l’Europa che conta. Il ritorno alla vittoria (soffertissima) dopo un digiuno interminabile regala all’Inter (48) il terzo posto, mentre la Roma (47) sommerge il derelitto ma dignitoso Benevento dopo un’oretta d’ansia e scavalca anch’essa la Lazio (46), che a Napoli colleziona il terzo flop consecutivo. In coda prospettive funeste per Hellas (16) e Spal (17), ma Crotone (21), Chievo (22) e Sassuolo (23) non possono certo abbassare la guardia.

Esattamente a distanza di 70 giorni la Beneamata ritrova al Meazza il dolcissimo sapore della vittoria, anche in virtù di alcuni correttivi apportati da Spalletti già nella formazione iniziale ma anche in corso d’opera. Un mediocre Bologna riesce tuttavia a rimanere aggrappato alla partita, pur ridotto prima in dieci e poi addirittura in nove, grazie soprattutto alla tremebonda condotta di gara dei nerazzurri. Come da copione abituale, il sospirato successo viene raggiunto passando attraverso una sofferenza inaudita. Tutt’altro che guariti, i padroni di casa buttano nel cesso un insolito vantaggio precocissimo regalando con cortese sollecitudine il pareggio agli avversari, gratificati da una svirgolata raccapricciante di Miranda che manda in gol l’applauditissimo ex Palacio.

Nella ripresa, dopo alcuni tentativi andati a vuoto per mera dabbenaggine, i nerazzurri riescono a tornare in vantaggio solo dopo la cacciata dell’indisponente Brozovic, il quale si aliena definitivamente le residue simpatie dei tifosi bauscia con una strafottente uscita dal campo mentre viene sommerso da una marea di fischi. Il subentrato Rafinha dimostra subito ben altro atteggiamento, trovando piena collaborazione nello sfrontato Karamoh, che confeziona una rete di rara bellezza mettendo il sigillo definitivo al risultato.

Ma da qual momento – nonostante la superiorità numerica (prima doppio giallo di Mbaye e nel recupero rosso diretto a Masina) – la strizza azzanna i nerazzurri e non li molla più fino al fischio finale misteriosamente tardivo di Valeri. Prestazione comunque imbarazzante per il direttore di gara, soccorso in diverse occasioni dalla Var, salvo dimenticarsi di consultarla per un rigore solare subito da Eder, e costretto a visionarla dopo l’entrata da ergastolo di Masina su Lopez, perpetrata a pochi centimetri dalle sue pupille.

Al prossimo turno il Napoli capolista riceve la pericolante Spal e potrebbe persino allungare sulla Juventus, attesa al varco nel derby della Mole, abbordabile sulla carta ma che cela sempre qualche insidia. Trasferte problematiche per Roma e Inter, attese rispettivamente dall’Udinese e da un Genoa in grande spolvero. Potrebbe approfittarne per risalire la Lazio, che ospita l’Hellas in caduta libera. Interessante infine la sfida di San Siro tra Milan e Sampdoria, entrambe lanciate all’inseguimento delle luci di coda del trenino europeo in forte rallentamento.

Gino Delvecchio, febbraio 2018 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa