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Corsa all’Europa nei sacchi

Alla terza giornata di ritorno restano sempre più sole in vetta le prime due della classe, mentre alle loro spalle la pattuglia delle inseguitrici ormai si sfalda miseramente. Al San Paolo, non senza soffrire, il Napoli (57) doma in rimonta un Bologna affatto remissivo anche con l’aiuto di un arbitro compiacente. Persino la comoda trasferta della Juventus (56) nella tana del Chievo si rivela un compito abbastanza complicato, che viene risolto solo quando i veronesi restano in nove, falcidiati da un direttore di gara piuttosto fiscale.

Decisamente sorprendente la caduta della brillante Lazio (46) a San Siro al cospetto di un Milan rigenerato da Gattuso e favorito anche da alcuni provvidenziali assist della Dea Cieca (compreso l’allucinante gol di gomito di Cutrone, invisibile anche per la Var). Il nuovo ringhioso panchinaro ha trasformato i rossoneri a propria immagine e somiglianza in un branco di rottweiler che stanno azzannando la classifica alla ricerca delle zone nobili, decisamente inaccessibili fino a qualche settimana fa.

Non sorprende affatto invece l’ennesimo striminzito e deludente pareggio dell’Inter (44) in casa della Spal, mentre la Roma (41) riesce a fare peggio con un letale flop a domicilio rimediato contro la Sampdoria. Considerato il ruolino di marcia negli ultimi due mesi, l’affascinate sfida in prospettiva europea tra nerazzurri e giallorossi si è declassata a corsa nei sacchi a handicap da sagra paesana.

In coda da segnalare l’improvviso risveglio dell’Hellas (16), che sbanca di brutto Firenze e si accoda a Spal (17) e Crotone (19). Restano in apprensione Cagliari e Genoa (21) ma anche Chievo e Sassuolo (22).

E intanto continua il diabolico sabotaggio sistematico della Var tra decisioni sbagliate e mancata consultazione del mezzo tecnologico da parte degli arbitri o, peggio ancora, valutazione superficiale delle immagini. Nella giornata il gomito di Cutrone è solo la punta dell’iceberg ma anche a Napoli e Crotone ne succedono di tutti i colori. Ormai non ci sono più dubbi: nel campionato che fu definito “il più bello del mondo” (ma quando?) si gioca piuttosto male ma si arbitra anche peggio.

Viene quindi archiviato come evento quasi ineluttabile il quarto pareggio consecutivo della Beneamata, che non vince ormai dai primi di dicembre e a Ferrara – così come era successo a Firenze – viene riacciuffata in pieno recupero da una modestissima Spal, che ha il solo merito di beneficiare del solito atteggiamento svagato e fatalistico dei nerazzurri. Ancora una volta questi ultimi non sanno approfittare di una situazione favorevole piovuta dal cielo (grottesca autorete di Vicari) e vivacchiano senza cercare di assestare con decisione il colpo di grazia indispensabile per chiudere la partita.

Dopo un primo tempo anonimo e sonnacchioso, il sostanzioso contributo della buona sorte non serve a scuotere i milanesi, assolutamente incapaci di orchestrare ripartenze efficaci negli enormi spazi messi a disposizione dai padroni di casa alla ricerca del pareggio. La strada sembra comunque spianata verso il sospirato successo ma alla fine, nonostante non manchino le occasioni per chiudere i conti, arriva beffardo il gol degli emiliani. Quello che manca invece è un tasso tecnico dignitoso di troppi titolari della banda guidata da Spalletti, costretto – così come i suoi predecessori – ad arrabattarsi con numerose controindicazioni destinate a condizionare pesantemente il futuro di questa squadra.

Al prossimo turno gita di piacere del Napoli capolista in quel di Benevento per un derby campano di tutto riposo. Sulla carta nessun problema anche per la Juventus, che riceve il pericolante Sassuolo. Opportunità di riscatto immediato per la Lazio, che ospita un Genoa comunque affamato di punti. Potrebbe (il condizionale è d’obbligo) tornare finalmente a vincere l’Inter, che attende il Crotone dell’ex Zenga, mentre per la Roma diventa tassativo fare bottino pieno a Verona contro l’Hellas rilanciato dall’exploit di Firenze.

Gino Delvecchio, gennaio 2018  © Mozzafiato

Ufficio Stampa