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Doppia frenata in tandem

Giunto alla dodicesima giornata, il campionato si ferma di nuovo a rifiatare lasciando spazio alla nazionale, impegnata nella spasmodica ricerca dell’ultimo approdo utile per sbarcare ai prossimi mondiali.

La marcia compatta e implacabile delle “5 sorelle” incontra finalmente qualche intoppo e il vertice della classifica si accorcia. È proprio il tandem delle prime due, tuttora imbattute, a frenare. A Verona l’attacco a mitraglia della capolista Napoli (32) trova sbarrata la porta del Chievo e deve rassegnarsi al secondo pareggio in bianco della stagione. A sua volta l’Inter (30) viene costretta dal Torino a rincorrere il primo pari casalingo. Tra le due s’insinua di soppiatto la Juventus (31), che trema per un’ora buona al cospetto del derelitto Benevento, passato in vantaggio e rimontato con parecchio affanno. L’ansia evidente di Allegri sull’ultimo assalto dei sanniti alla porta bianconera resta comunque uno spettacolo impagabile.

Rimangono per ora leggermente staccate le due romane ma solo per cause meteorologiche. Il maltempo ferma infatti la Lazio (28), che avrebbe potuto restare agganciata alla Juventus battendo l’Udinese. La lanciatissima Roma (27) esce a vele spiegate da Firenze ma è sempre in attesa del recupero con la Sampdoria (23). Proprio quest’ultima, dopo il successo nel derby genovese, rimane a fare da ponte tra il quintetto di testa e il resto della compagnia, di cui per ora si sono perse le tracce.

In coda, nonostante la prova orgogliosa allo Juventus Stadium, il Benevento resta comunque inchiodato al palo. E intanto la candidatura alle altre due piazze del purgatorio resta per ora circoscritta a Genoa e Verona (6), ma cominciano a dormire preoccupate anche Sassuolo (8) e Spal (9).

La sfortunata traversa di Vecino nei minuti finali strozza in gola l’urlo liberatorio della folla oceanica di tifosi bauscia affluiti al Meazza all’ora di pranzo (e sotto una pioggia battente) per sostenere la corsa verso l’alto della Beneamata. Il Torino si presenta in una versione finora inedita, giudiziosa e sorniona, e tiene in scacco i nerazzurri costringendoli persino a una rincorsa affannosa per evitare il primo flop stagionale. Ma soprattutto, una volta tanto, l’Inter viene tradita dal suo capitano, solitamente quasi infallibile nei pressi della porta avversaria. Alla fine è proprio la giornata di mira storta di Icardi, che non sfrutta a dovere alcune occasioni piuttosto ghiotte, a decretare il mezzo passo falso finale.

Occorre aggiungere che la rete dei granata dimostra chiaramente come certe amnesie difensive siano dure da eliminare. Falque infila inesorabilmente Handanovic pur essendo circondato da quattro maglie nerazzurre. Una sorta di replica del gol di Suso nel derby. Ma la reazione rabbiosa dei padroni di casa ribadisce che – diversamente dal recente passato – questa squadra non appare mai doma. Proprio Icardi regala a Eder un assist da urlo per il pareggio. La rimonta rimane tuttavia incompleta anche per colpa dei pochi millimetri che portano il missile di Vecino a schiantarsi sulla traversa che sostituisce l’impietrito Sirigu.

Il nono legno stagionale la dice lunga sulla presunta alleanza dei nerazzurri con la Dea Cieca, facendo vacillare le diagnosi frettolose e smaccatamente partigiane di alcuni addetti ai lavori. Ai milanesi resta, se non altro, la speranza che questo mancato aggancio alla vetta possa almeno contribuire a migliorare ulteriormente la tenuta difensiva,  ma soprattutto ad allontanare (o perlomeno attenuare) i riflettori della ribalta mediatica e le attenzioni malignamente assillanti dei gufi di professione.

Alla ripresa dopo la sosta sono in programma alcuni appuntamenti piuttosto intriganti e delicati, che potrebbero stravolgere i quartieri alti della classifica – primo fra tutti il derby capitolino. Ma anche la gita del Milan al San Paolo e quella della Juventus in casa doriana sono piatti forti, senza trascurare la sfida tutta nerazzurra tra Inter e Atalanta al Meazza.

 

Gino Delvecchio, novembre 2017 – © Mozzafiato

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