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A.I. ante litteram

IL POTERE DELLE COSE 
Ci illudiamo di dominare. Qualcuno di dominare i vegetali, qualcuno gli altri viventi, qualcun altro i propri simili. I più presuntuosi si illudono di dominare persino la natura; e magari non solo quella terrestre.
Tutti però siamo certi di dominare le cose; almeno quelle che abbiamo creato, noi o i nostri simili. Anche qui ci illudiamo. Non siamo noi a decidere, ad esempio, quando un manufatto si guasta o smette di funzionare bene, per un po’ o per sempre. Ma quel quando può essere causa di cambiamenti più o meno definitivi, di sventure più o meno importanti; o, perché no, di inattese fortune.
È la legge del caso, qualcuno penserà; sì, ma non alla sliding doors, dove il caso era prendere un metrò piuttosto che il successivo; qui il caso è un evento fortuito contrario ad una aspettativa ben razionale (il corretto funzionamento in quel momento), che fa cambiare il corso successivo delle cose così come l’avevamo razionalmente previsto. Il cambiamento può essere non di poco conto oppure anche minimo; ma ciò che ci spiazza è soprattutto che non ne abbiamo deciso noi il momento.
In più ci si mette la legge di Murphy, per cui le auto si guastano il sabato, i frigoriferi d’estate, le caldaie a gennaio, le serrature quando si è fuori casa. Ma questa è un’altra storia.
Gli oggetti, “decidendo”, ad esempio, quando smettere di funzionare, decidono per noi, o almeno come interagire con noi; ben prima che questa cosa sia stata chiamata Intelligenza Artificiale. Decidono quando farsi sostituire; decidono quando e verso dove dirottare risorse finanziarie, ammesso che ve ne siano; altrimenti decidono anche se e quando dobbiamo e possiamo vivere senza di loro.
Quante delle nostre scelte sono state in realtà scelte “obbligate dal comportamento” dei nostri oggetti più importanti, o delle nostre piccole infrastrutture domestiche.
Forse a questo punto sarebbe più onesta la programmazione del momento esatto della fine del funzionamento, fino al quale è garantita la piena efficienza. Una specie di suicidio oggettuale programmato ed annunciato quando si è in buona salute, che facilita le scelte e ci restituisce un po’ della razionalità perduta; e del dominio agognato.
Molti dei beni di consumo durevole d’oggi si guastano inesorabilmente appena dopo i due anni di vita?(*)
Forse piuttosto che imprecare dovremmo iniziare a ringraziare.

Il Conte, novembre 2017 – © Mozzafiato

(*) Guarda caso questa è pure la scadenza della garanzia minima obbligatoria; ma anche questa è un’altra storia!

 

Ufficio Stampa