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Idioti über Alles

Con il doppio turno ravvicinato (nona e decima giornata) il campionato supera un quarto del cammino ed entra in una fase più calda. Il gruppetto delle prime cinque in classifica scava già un solco profondo che le separa dal resto della compagnia. Resta solitario in vetta il Napoli (28) che, costretto alla prima frenata nella sfida senza reti con l’Inter al San Paolo, riprende la marcia andando a fare bottino pieno nella tana di un indomito Genoa grazie a un Mertens stellare.

Tornata a casa indenne dallo scontro al vertice di Napoli – pur allungando il digiuno ventennale di successi in terra campana – l’Inter (26) si conferma al secondo posto battendo una Sampdoria in stato di grazia che, oltretutto, nella stagione scorsa aveva minato il cammino dei nerazzurri costringendoli a un doppio flop.Per un’ora abbondante il Meazza assiste a bocca aperta allo spettacolo offerto dai padroni di casa, che schiantano i doriani con tre gol, altrettanti pali e una serie nutrita di attacchi a raffica.

Poi un oscuro sortilegio inceppa improvvisamente il meccanismo fin lì perfetto della Beneamata. Una grave distrazione di Handanovic, l’eroe di Napoli, rianima i genovesi, che approfittano di un vistoso calo fisico e mentale dei nerazzurri per raddoppiare e addirittura sfiorare una rimonta clamorosa contro una difesa in palese affanno. Ma il thrilling finale non cancella l’impressionante prova di forza dei nerazzurri, raramente visti a questo livello negli ultimi anni. Se persino Nagatomo figura tra i migliori in campo, forse Spalletti è molto vicino a una decrittazione attendibile dell’indecifrabile stele di Rosetta dello spogliatoio interista.

Singolare comunque il destino delle due genovesi, battute entrambe di misura nella stessa giornata col medesimo punteggio (3-2) dalle prime due delle classe, ma capaci di tenere fino all’ultimo col fiato sospeso le titolate avversarie.

Superando a suon di gol impegni poco improbi, Juventus (10 in due gare!) e Lazio restano appaiate al terzo posto a quota 25, mentre tiene botta con qualche tentennamento la Roma (21), sempre con una partita da recuperare,

Alle lodevoli prodezze dei giocatori laziali sul campo fanno purtroppo eco quelle non troppo edificanti di una frangia (che in questi casi viene sempre definita “sottilissima”) della tifoseria biancazzurra. Infame è l’unica definizione possibile per la trovata partorita all’Olimpico dagli idioti nazi-fascisti in servizio permanente effettivo. Alcuni striscioni mostrano Anna Frank che indossa la maglia giallorossa dei romanisti  proprio nella curva occupata di solito dagli odiati cugini, concessa a un prezzo simbolico dal generoso presidente laziale per ovviare alla sacrosanta squalifica della curva opposta.

Francamente censurabile la reazione dello stesso illustre umanista che, a seguito del pandemonio scoppiato all’indomani della squallida esibizione, ha fatto sfoggio di un pentimento formale e di una solidarietà pelosa, resi poi ancor più vergognosi da una frase ignobile sfuggitagli e catturata subito dai media.

Pur eclatante e abituale sugli spalti dell’Olimpico laziale, il fenomeno purtroppo non è certo isolato ed è riscontrabile anche tra le frange (e dalli!) di altre pseudo-tifoserie. Facilmente etichettabile come imbecillità allo stato puro e sottoprodotto genuino dell’esecrabile società del bullismo imperante, è stato analizzato più volte in passato in numerosi quanto inutili dibattiti senza arrivare mai alla scoperta di antidoti efficaci. Se una curva squalificata può impunemente e tranquillamente traslocare in massa sul fronte opposto dello stesso stadio (addirittura col beneplacito del presidente della società coinvolta), ci sono ben poche speranze di combattere e nessuna di debellare una piaga sociale colpevolmente sottovalutata.

Due parole merita infine la malaugurata sorte del povero Benevento che – sempre fermo a quota zero in classifica – forse si sta dimostrando del tutto inadeguato alla massima serie ma può legittimamente considerarsi vittima del perfido accanimento della sfiga. Lo dimostra la partita di Cagliari, nella quale i campani, dopo aver raggiunto il sospirato pareggio al 94’ su rigore, sono stati beffati pochi secondi dopo praticamente sul fischio di chiusura (e non è la prima volta). A questo punto nemmeno un intervento tempestivo e mirato del Santo conterraneo dei sanniti potrebbe garantire un’inversione di rotta almeno temporanea.

 

Gino Delvecchio, ottobre 2017 – © Mozzafiato

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