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David Parenzo: un uomo perennemente insultato.

Ultimamente sto ascoltando la trasmissione radiofonica “La Zanzara”: sempre interessante la programmazione, ma, come dice il buon Beppe Severgnini, reiteratamente volgare. Questa è una scelta editoriale del conduttore Giuseppe Cruciani, splendido provocatore, quindi rispettiamola. Inoltre i numeri di ascolto gli danno perfettamente ragione.

La mia attenzione però è caduta sul povero David Parenzo. Il co-conduttore è perennemente insultato dal pubblico che interviene in diretta. Le varie offese vanno dalla definizione radical chic “comunista con il rolex” ai vari “mentecatto”,  “ipocrita”, “codardo”, persino “gabinetto” e altri maggiormente volgari, che per buon gusto non citiamo.

Mi domando come faccia a sopportare questa marea infinita di insolenze e affronti personali. Lui si nasconde dietro a ipotetiche o reali querele o comunicazioni alla Magistratura nei vari fori competenti. La realtà rimane che a fine trasmissione avrà accumulato un tale carico di nervosismo da condurlo quasi sicuramente a un sovraccarico persecutorio o depressivo.

In effetti compiendo un’attenta analisi della sua forma di linguaggio, dopo aver sostenuto scambi d’insulti con un ascoltatore, emerge chiaramente una distonia del suo modo d’esprimersi e nel tono della voce. Affiora inoltre anche una scelta più povera dei vocaboli utilizzati.

Ultimamente ripete il mantra: “Dai, finiamola qui, questa trasmissione non ha più senso, però pagati” oppure cerca disperatamente di parlare con qualche intellettuale o docente universitario.

A onor del vero, lui non è laureato, mentre Cruciani sì.

Analizzando superficialmente questa boutade, si potrebbe individuare oltre le origini ebree (avidità per i soldi), anche un’apatia e un’indolenza innate.

Ma a una lettura attenta del suo ultimo slogan di chiudere la trasmissione, si può scorgere non un ironico messaggio, ma realmente una saturazione del suo ruolo.

Forse si rende conto, da persona intelligente, che nella realtà non solo esistono questi squilibrati che lo insultano e lo minacciano, ma che potrebbero passare alle vie di fatto, non come nella messinscena organizzata da “Scherzi a parte”.

E se dovessero incontrarlo per caso, o organizzarsi per farlo, allora sì che i suoi avvocati non servirebbero a nulla, ma sarebbe meglio la conoscenza personale di qualche medico.

 

Baldassarre Aufiero, febbraio 2017 – © Mozzafiato

 

Ufficio Stampa