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“Che casinò”

Va in scena “Che casinò” – l’ultima commedia della commedia de’ “I Filodrammatici”

Ma quanto è difficile svaligiare un casinò? Pensate ai mille ostacoli che George Clooney, Brad Pitt e la loro squadra incontrano nei loro in Ocean’s Eleven. Quasi non basta Hollywood per mostrarci i mesi di pianificazione e le sofisticate tecnologie e competenze a disposizione dei ladri del 21esimo secolo per riuscire nelle loro imprese.

Ora, provate a sostituire questi abili malfattori con una Contessa russa di Acerra; uno sceicco arabo con tanto di interprete, che vedreste bene “a cavallo a stu cammello, co’ binocolo a tracolla” piuttosto che su uno yacht negli Emirati Arabi ed un finto imprenditore di Posillipo, che è vivacemente preoccupato del suo futuro e di quello altrui. A questi, aggiungete uno scagnozzo che proprio non riesce a combinarne una giusta.

Come risultato otterrete “Che casinò”, l’ultima fatica della compagnia teatrale “I Filodrammatici” che sarà a Villaricca (provincia di Napoli) il prossimo 10 aprile, per poi sbarcare a Roma e Milano fino ad altre 6 regioni italiane.

phoca_thumb_l_535b5770È la storia di cinque napoletani disagiati che escogitano un piano per svaligiare un casinò a Milano. Nonostante sia apparentemente facile cadere nel cliché di macchietta, i personaggi sono ponderati al punto da ottenere una commedia piena di risate nella quale, però, non mancano colpi di scena e momenti di riflessione.

Raggiunto il casinò, Vincenzo (Luca Silvestri), la mente del piano, userà vari travestimenti e sarà a stretto contatto con la sua complice Angelina (Chiara Chiummo) e con il ragionier Leonardo Padula (Danilo Alvino), che sfrutterà il suo fascino per avere il consenso della segretaria Marinella (Federica Mazzarella). Questi, trarranno in inganno il direttore (Angelo Ferro) e l’ispettore di sala Ettore Parodi (Vittorio Pommella). Al gruppo si aggiungono Marcantonio (Armando Costagliola), Donna Marta Canavacciuolo (Susy Bastone), Emilio Buttafuoco (Carlo Priore) con la sua complice (Giovanna Sebastiano), la giornalista Luciana Lepre (Anna Vitolo) e l’ispettore (Salvatore Forte).

Una serie di equivoci, sfortunate coincidenze e gag originali, trasformano un piano apparentemente impeccabile in un bel casino, che riesce sicuramente a regalare due belle ore di allegria.

Per noi, lo spettacolo è un’occasione per conoscere Luca Silvestri, regista ed anima della compagnia:

Mozzafiato: Luca, “Che casinò” è un’esperienza che si aggiunge alle altre performance di questi anni. Cosa guida te ed i tuoi colleghi nel vostro lavoro?

Luca:  Beh, di recente abbiamo raccolto diverse soddisfazioni, dallo “Scarfarietto” a “Signori, biglietti!” e “Buona Domenica”. Iniziamo il nostro quinto anno di attività sempre con lo stesso spirito: impegnarsi per lasciare qualcosa allo spettatore. Nel mio lavoro sono spinto dalla convinzione che l’attore possa riuscire davvero nel suo ruolo solo impressionando ed emozionando. Noi lavoriamo intensamente per cercare di sorprendere tutti coloro che scelgono di seguirci. Insomma, si cerca sempre di portare il pubblico all’interno della storia: solo in tal caso, personalmente, riesco ad essere soddisfatto.

Mozzafiato: Ed immagino che sia necessaria attenzione in ogni dettaglio. Per esempio, che peso può avere la scenografia nel trasmettere queste emozioni?

Luca: Per me, la scenografia è importante quanto la parte attoriale. Oltre al lavoro straordinario degli attori, infatti, credo sia doveroso ringraziare Giovanni Fatigati: il nostro scenografo e macchinista che riesce sempre a creare cose incredibili!

Mozzafiato: Ovviamente gli attori sono l’anima di uno spettacolo. È anche necessario un duro lavoro per apprendere la tecniche di recitazione, cosa ne pensi?

Luca: Per quanto riguarda la tecnica: conta, ma fino ad un certo punto. Come ti dicevo, credo che l’attore raggiunga il suo obiettivo quando lascia qualcosa dentro lo spettatore. Per fare ciò, ad esempio, non serve a niente essere un mago di dizione se non si riesce ad essere spontanei.

Ovviamente non è facile arrivare a questo livello di maturità, è un percorso che richiede tempo.

I membri della compagnia vivono con passione quest’esperienza, oltre ad avere acquisito competenze in vari percorsi professionali: dal Teatro Elicantropo al Totò. Io vengo dalla scuola di Claudio e Pino Insegno a Roma. Ho lavorato con Massimo Venturielllo, Ennio Coltorti, Michele Placido e Claudia Koll.

Mozzafiato: Insomma una squadra affiatata! Ma come nasce uno spettacolo nella vostra compagnia?

Luca: Di solito lo scrivo io, traendo spunto da testi e film italiani e stranieri. La mia idea è che lo spettacolo debba prendere forma indipendentemente dagli attori. Per ogni testo scelgo coloro che ritengo più adatti ai vari personaggi, senza pensare ai loro ruoli ed all’importanza che avevano negli spettacoli precedenti. Ciò che cerco sempre di fare è allestire uno spettacolo all’anno per mettervi tutte le energie e cercare di fare un buon lavoro.

Mozzafiato: Sono certo che ci riuscirete. In bocca al lupo dallo staff di Mozzafiato a tutti voi!

Luca: Crepi! Ce la metteremo tutta!

Roberto Vela, marzo 2016  – © Mozzafiato (Riproduzione riservata)

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