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OXI: il no greco.

 

La Grecia ha detto Oxi ovvero no: si spera così di interrompere il circolo vizioso della austerità che tiene da ormai qualche anno la penisola ellenica sotto scacco dell’Europa.

E’ una scelta coraggiosa che da un lato può significare far riprendere le redini della situazione al popolo ed al governo greco, ma dall’altro potrebbe far sprofondare il paese in una situazione peggiore poiché vengono meno certi accordi e quindi l’apporto di capitali stranieri. Le prossime mosse saranno decisive.

Yanis Varoufakis, ministro delle finanze ed uno dei principali attori delle ultime decisioni in campo economico attuate dalla Grecia, stamani si è dimesso dichiarando che la sua è una scelta per agevolare Tsipras ed il governo. Sarà vero, o forse Varoufakis vede lungo e comprende che la situazione si è fatta ancora più complicata? Prima di indire il referendum, Tspiras stesso era propenso ad accettare le condizioni dell’Europa ma la vittoria schiacciante dei No è l’orgoglio di un popolo di cui lui ne è il condottiero.

La Grecia terra di storia e cultura millenaria non può e non deve crollare nella mani di creditori stranieri; come ai tempi di Leonida e Serse, i Persiani devono essere sconfitti; la statua marmorea del vincitore entrerà di diritto nei monumenti d’interesse ad Atene.

La perseveranza serve più della violenza: molte cose che non possono essere superate tutte assieme lo sono se prese poco a poco. Cit.Plutarco

Edoardo Colzani, luglio 2015 – Mozzafiato Copyright

Se io fossi una ateniese, oggi, all’indomani del referendum in cui ha prevalso il no, ma anche ieri o in tempi non sospetti, non darei il mio voto a cuor leggero a Tsipras, non ascolterei una parola di più da Varoufakis, ora dimesso.

Ma mi ricorderei di essere una cittadina e come tale di appartenere al popolo, nella sua espressione politica e geografica.

Correrei in piazza per gridare il mio diritto ad avere un futuro. La Grecia come naZione dimostra con il suo atto di essersi ripresa l’arbitrio di pensare a un domani. Servirà progettarlo, un futuro, ora. Che dovrà per forza ripartire dal basso. Ma scacciando evasori e rami corrotti che hanno avuto la meglio sinora. E andando incontro alle proprie responsabilità.

Mi spiace, ma i miei connazionali, parlando da “greca”, non sono eroi. E dovranno riprovarci, con onestà, sul serio.

Per meritarsi l’appellativo di Stato.

Lara Ferrari, luglio 2015 – Mozzafiato Copyright

Molti non avevano dubbi sulla vittoria del “NO” forse perché la storia greca dimostra come questa patria democratica è segnata dal “NO”, tra cui quell’OXI del 1940 in opposizione all’ invasione nazi-fascista.

Adesso è chiaro che questa vittoria rappresenta la prima manifestazione di democrazia, contro l’ordine neoliberista e oppressivo dettato dall’UE.

Adesso bisogna sfruttare nel migliore dei modi questa occasione e lottare per modificare e migliorare l’attuale costruzione dell’Unione Europea stessa.

Questo può essere un grande “NO” per fare la storia.

Enrico Maggio, luglio 2015 – Mozzafiato Copyright

Ho la fortuna ed il privilegio di lavorare saltuariamente al Museo Archeologico di Milano. Una struttura museale collocata in un contesto architettonico straordinario, l’ex-convento del Monastero Maggiore di San Maurizio. Un gioiello d’arte sconosciuto alla maggior parte dei milanesi.

PaestumTaucher

Tomba del Tuffatore – Paestum

Al terzo piano c’è la Sezione Greca. Nel percorso espositivo, oltre ai vari reperti, esiste una spiegazione degli aspetti che scandivano la vita quotidiana dell’epoca, fonte e radice della spiritualità greca. L’educazione dei giovani, il banchetto, la guerra, il cibo, il teatro, il matrimonio, i culti tributati a dei e defunti. La parte che, però, mi ha sempre più attratto è la “Tomba del Tuffatore”, un’ illustrazione che spiega il concetto della morte.

Un’interpretazione simbolica, quale emblema del trapasso ultraterreno, denotata dalla scena del tuffo. La piattaforma da cui si slancia il tuffatore allude forse alle  mitiche colonne poste da Ercole a segnare il confine del mondo, assurte a simbolo del limite della conoscenza umana. La morte valorosa dei soldati in guerra tanto amata dagli Dei dell’Olimpo, la morte di Socrate bevendo la cicuta poiché «è meglio subire ingiustizia piuttosto che farla». Ecco, i greci celebravano il concetto della “morte bella”, quella eticamente giusta. Credo che con questo voto i greci moderni rispecchiano la filosofia di questo concetto. Con l’antico orgoglio di Leonida e di Pericle, la raffinata cultura dei filosofi greci da Talete fino a Plotino e soprattutto la forza di Filippide che, dopo la battaglia di Maratona, giunto ad Atene riuscì a pronunciare solo “Νενικήκαμεν” ( Abbiamo vinto), prima di morire per lo sforzo.

Speriamo che l’“Oxi” pronunciato domenica, non risuoni con lo stesso tono.

Baldassarre Aufiero. luglio 2015 – Mozzafiato Copyright

 

 

 

 

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