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METEOCROMIA CENSUARIA (diretta o inversa)

Il povero veste con colori meteosincroni: scuri e tristi quando c’è tempo brutto e-viceversa-chiari e sgargianti quando c’è tempo bello.
Un po’ per meteo-simpatia: il povero si deprime, chissà perché, quando piove e si esalta, chissà perché, quando c’è il sole.
Un po’ per povertà, appunto: il povero deve muoversi nelle città, quasi sempre a piedi o con i mezzi pubblici, così rischierebbe (e non può permettersi) di sporcare/rovinare/deteriorare..gettare gli abiti chiari, facilmente inzaccherabili per la pioggia e il fango (ho visto elegantissimi cappotti bianchi addosso a qualche benestante flâneur ma mai portati da concitati fattorini). Viceversa d’estate, il sole è forse sopportabile sotto un blazer all’ombra di un gazebo; un po’ meno dovendo affrettarsi su uno stradone asfaltato.Lincontro-fra-Giuseppe-II-e-Caterina-la-Grande-Johann-Hieronymus-Löschenkohl1787
Per lo stesso motivo forse il povero tende a iperspogliarsi d’estate e a ipercoprirsi d’inverno, mentre la temperatura e l’eventuale disagio che provoca sono uguali per tutti.
Il ricco veste colori meteodiscronici: chiari-ma mai sgargianti-anche d’inverno o nelle giornate uggiose e scuri-ma mai tristi-anche d’estate o nelle giornate assolate.
Un po’ perché, in quanto ricco, può permettersi di trattare i bei vestiti come usa e getta e perché, a differenza del povero, ama il freddo e la bruma, la pioggia e la neve.
Un po’ perché, anche quando fa caldo, il ricco ha impegni formali,eleganti,mondani nei quali l’abito scuro è quasi d’obbligo.

Il Conte, luglio 2015 – Mozzafiato Copyright

Ufficio Stampa