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Due opposti

DUE PASSIVO: Una volta tanto non sei in caccia, anzi sei assorto in altri pensieri; una volta tanto una bella ragazza della quale magari neppure ti eri accorto ti si avvicina e ti dice qualcosa.

(Incredibile come si trovi una cosa quando non la si cerca!)

Stupito, rispondi malcelando una gran felicità per la manna materializzarsi dal nulla; indugi dunque in particolari, allunghi le frasi cercando di guadagnar tempo e di far durare il più possibile quel bel momento inaspettato.
Così, accorgendosi che vuoi prendere in mano il gioco e portarlo verso un classico approccio, l’incauta-infastidita-se ne va in malo modo.
Ma come..ha deciso lei di parlarti, magari scegliendoti fra tanti altri intorno, quindi era-almeno inconsciamente-da te attratta e quando vede che sei interessato, si storta?
Mah, incomprensibilità femminile.
 
DUE NAUTICO: vecchio (e costoso) cliché quello del ‘vieni a fare una gita in barca’; è strano semmai che dopo tanti anni di abuso qualche volta ancora funzioni.
Funziona forse solo sfruttando l’isolamento che la barca garantisce (e quindi meglio essere solo in due) e l’eventuale amenità dei luoghi più che la presunta esclusività della cosa. Ma a questo punto sarebbe bastato un molto meno dispendioso isolamento davanti a un bel tramonto.
Funziona sempre invece se quello è captato come segnale di un benessere da sfruttare in seguito in ben più intenso modo; quindi il risultato può però essere appositamente dilazionato, così come il Due, sempre in agguato.
Ancor peggio se la barca non è nemmeno propria ma di amici o conoscenti…oltre ad essere forzatamente in troppi in troppo poco spazio, si passa pure per opportunisti!

Il Conte, luglio 2015 – Mozzafiato Copyright

Ufficio Stampa