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ALFREDO, ALFREDO

Se sentissi di sfuggita il nome “Alfredo”, il mio primo pensiero sarebbe rivolto a lui: all’ unico Alfredo Di Stefano, forse il più grande di sempre, insieme agli altri tre evangelisti del pallone (Pelè, Crujiff e Maradona).

Alfredo_Di_Stefano_copyright_sportal_deIeri, 7 luglio, il più grande attaccante della storia del Real Madrid, ci ha lasciato per sempre.

La “Saeta Rubia”, nata a Buenos Aires nel ’26, cominciò a muovere i primi passi nel River Plate, durante gli anni del conflitto mondiale, militandovi fino al ’48. Poi il trasferimento in Colombia, presso i Milionarios, nel ’49, una squadra mitologica che perfino il Ché volle andare a vedere nel suo viaggio alla scoperta del Sudamerica.

Quell’esperienza rimase nel cuore ad Alfredo, che ricorderà sempre quegli anni come anni d’oro, scintillanti quasi quanto quelli che lo attendevano nel vecchio continente.

In tre anni il giovane Alfredo mise a segno 157 in 182.alfredo-di-stefano-06

Una spietata divina dai capelli biondi e dal piede fatato.

Poi, dopo un’amichevole giocata a Madrid contro il Real, la Spagna (e l’Europa) rimase a bocca aperta dinanzi a cotanta maestosità giunta dall’altro mondo.

La leggenda narra che Di Stefano fosse praticamente un giocatore del Barcellona, ma che il Caudillo in persona, grande tifoso madridista, impedì che quell’eroe omerico finisse in mano ai catalani, consegnando così l’italo argentino ai blancos.

E così Di Stefano nel ’53 si ritrovò ad indossare la “camiseta blanca” del Real Madrid. E il Real fece di lui il suo faro, il suo leader, il suo punto fermo, costruendogli attorno anno dopo anno una squadra sempre più stellare, fra cui spiccano i nomi di Gento, Santamaria, Amancio, Rial, il grande Didì, il francese Kopa e infine il più grande di tutti, l’ungherese Ferenc Puskas.

Qualcuno dice che lui e Puskas avrebbero anche potuto giocare in due contro undici e avrebbero comunque vinto…

Questi calciatori avrebbero scritto le più incredibili pagine della Storia del Calcio, che ora figurano al capitolo “Gli anni del Grande Real”.

Alfredo-Di-StéfanoDi Stefano vinse 8 campionati, 5 coppe dei Campioni e una Coppa Intercontinentale.

A impreziosire ancor di più il suo sensazionale palmares ci sono da annoverare anche 2 Palloni d’Oro.

Indossò per 11 anni quella “camiseta”, segnando 332 gol in 372 partite (solo di campionato… contando anche le coppe, lo score sale…).

La sua esperienza “reale” si chiude il 27 maggio 1964, perdendo la finale di Coppa dei Campioni contro quella compagine di Milano, che sarà presto nota al mondo come “la Grande Inter” di Herrera.

Al termine di quella stagione il Real non gli rinnovò il contratto. Così Alfredo, a malincuore, si tolse la camiseta per indossare la casacca dell’Espanyol.

Ma nel ’66, le saetta non sentiva più il vigore degli anni d’oro.

Si guardò allo specchio, contò i suoi successi, scostò un paio di lacrime dagli occhi e appese le sue scarpette al chiodo: era giunto il momento di dire addio al calcio giocato.

Alla bellezza di quarant’anni.

Ma il richiamo del pallone era troppo forte per Alfredo. E quando non puoi più giocare a pallone, allora ti metti a insegnarlo, educando le nuove leve e cercando di ricreare la magia di un tempo, comandando dalla panchina, ma immaginando di avere ancora i tacchetti piantati tra quei dolci fili d’erba spettinata.

Giunto all’età in cui guardi i tuoi nipoti scorrazzare nel cortile, Alfredo lasciò anche il ruolo di allenatore, col rammarico non non aver raccolto tanti successi quanto quelli collezionati da giocatore.

Nel 2000 divenne presidente onorario del Real Madrid, divenuta grande grazie soprattutto al suo apporto. La giusta ricompensa per il simbolo del Real.

Di Stefano è stato un protagonista mitologico di quegli anni di partite ascoltate alla radio o scrutate nell’opacità di un romantico televisore in bianco e nero, quando il calcio era ancora poesia, quando ancora si poteva ridere e piangere di gioia o di dolore, senza che uno sponsor tramutasse il tutto in uno spot pubblicitario.

10893530_Alfredo_411864cAlfredo, sono finiti quei giorni…

E nel tuo perfetto stile impeccabile, hai salutato tutti senza far rumore, andandotene via quasi in punta di piedi. In silenzio.

Portandoti via quell’ultimo pezzo di quei tempi che ormai vivono solo nei nostri sogni.

Alfredo… Hasta siempre!

Sonny Delvecchio, luglio 2014 – Mozzafiato Copyright

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Ufficio Stampa