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E venne il giorno delle reti bianche

La sedicesima giornata di campionato entra nelle statistiche storiche per la contemporanea stitichezza delle prime quattro in classifica, che non segnano lo straccio di un gol e pareggiano tutte, lasciando immutato il vertice. Una giornata che avrebbe reso felice il leggendario “dottor sottile” Annibale Frossi, il quale paradossalmente riteneva lo zero a zero il risultato perfetto.

Uscita indenne dalle mille insidie della temibile gita in terra sabauda, l’Inter (40) conserva quindi il primato anche in virtù del concomitante pareggio casalingo imposto dalla Fiorentina al Napoli (39) – in calo di fiducia dopo il flop in Champions League – e tiene a distanza la Juventus (38). Polveri bagnate anche per la Roma (35), bloccata in trasferta dal Chievo grazie a un Sorrentino strepitoso in versione paratutto. Perde invece terreno la Lazio (32) dopo il sorprendente tonfo in casa col Torino. Ma i biancazzurri – che hanno qualcosa da ridire sull’arbitraggio – viaggiano sempre con una partita in meno al pari dei cugini giallorossi.

Zero gol e spettacolo ridotto al lumicino nella partitissima tra Juventus e Inter, che si risolve con un nulla di fatto mentre l’attacco bianconero resta a secco per la prima volta dopo un’eternità. Oltre a ritrovarsi ancora solitaria al comando, la Beneamata conserva intatta la verginità stagionale a dispetto dello scetticismo quasi generale. Tuttavia i nerazzurri si accomodano troppo timidamente nel salotto della Vecchia Signora e, pur difendendosi bene, fanno praticamente scena muta in attacco.

I milanesi reggono bene all’assalto iniziale dei padroni di casa anche se, passata una manciata di minuti, uno scivolone di Skriniar libera Mandzukic e costringe Handanovic a timbrare subito il cartellino da santo portinaio, murando il croato e ricorrendo all’assistenza di Miranda sulla sua replica immediata. Dopo un inizio promettente, Candreva e Perisic spariscono dal fronte d’attacco e Icardi resta isolato e imbelle tra le grinfie di Benatia e dell’orco Chiellini. Nonostante la sapiente regia di Borja Valero, il centrocampo interista fatica troppo a uscire dal guscio e deve fare i conti con la presenza altamente nociva di Brozovic. Svagato e inconcludente come e più del solito, il trequartista si limita a correre a vuoto perdendo una quantità esagerata di palloni giocabili.

Deludente anche l’esito del duello tutto argentino tra i bomber Icardi e Higuain, che non riescono mai a rendersi pericolosi. Per l’Inter i rischi maggiori arrivano dalle incursioni di Cuadrado, imprendibile per Santon, e dalle conclusioni di Mandzukic, il quale però trova sempre pronto il guardaporta sloveno e colpisce anche una traversa. In definitiva un pareggio abbastanza equo perché l’offensiva bianconera, pur tambureggiante a tratti, non sembra mai del tutto convinta anche dopo l’ingresso tardivo di Dybala, confinato in panchina da Allegri.

Incredibile a dirsi, la sfida di Torino non lascia alcuno strascico polemico, nonostante l’arbitraggio di Valeri lasci molto a desiderare nella gestione dei cartellini gialli e a dispetto delle premesse dopo l’inaudito e disgustoso attacco mediatico agli interisti da parte del canale televisivo bianconero.

Il prossimo turno sembrerebbe destinato a mantenere immutato lo status quo al vertice. La capolista Inter attende l’Udinese in netta ripresa ma pur sempre abbordabile. Napoli e Juventus sono impegnate in trasferte complicate (Torino e Bologna) ma non proibitive. La Roma riceve un Cagliari piuttosto morbido lontano da casa, mentre la Lazio è costretta a cercare una pronta risalita sul terreno minato di Bergamo.

Gino Delvecchio, dicembre 2017 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa