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È arrivata la felicità!

La diciassettesima giornata di campionato saluta un imprevisto ribaltone in vetta alla classifica. Il Napoli (42) si riprende lo scettro, tornando baldanzoso col bottino pieno da Torino sponda granata e approfittando del clamoroso scivolone interno dell’Inter (40) con l’Udinese. I milanesi vengono scavalcati anche dalla Juventus (41) – che sbanca Bologna con facilità irrisoria – e virtualmente potrebbero essere alle spalle anche della Roma (38). Infatti i giallorossi, che all’Olimpico domano fortunosamente il Cagliari solo all’ultimo secondo, hanno sempre a disposizione il colpo in canna del recupero con la Sampdoria. Infine la Lazio (33), protagonista di un pareggio pirotecnico in rimonta a Bergamo, rimane attardata pur avendo anch’essa una partita in meno.

La Beneamata perde dunque in maniera del tutto imprevedibile l’imbattibilità stagionale e, in pieno periodo natalizio, riesce a far felice un sacco di gente (a parte i tifosi bauscia) appollaiata da Ferragosto sui trespoli in attesa di un flop che non arrivava mai. Incuranti del campanello d’allarme squillato in settimana nella paradossale sfida di Coppa Italia col Pordenone, i nerazzurri affrontano l’Udinese mostrando due facce e la seconda è decisamente bruttina. Nel primo tempo dominano a lungo ma regalano il vantaggio ai friulani, complice una scellerata iniziativa di Santon in area. Neanche il tempo di maledire lo sciagurato e arriva la replica perentoria di Icardi a rimettere le cose in ordine. Ma fino all’intervallo i reiterati tentativi dei padroni di casa non approdano a nulla di concreto.

Nella ripresa l’Udinese torna dagli spogliatoi travestita da Real e per un quarto d’ora mette a soqquadro centrocampo e difesa di un’Inter improvvisamente sfilacciata e tremebonda. Il puntuale raddoppio friulano arriva su rigore ancora per demerito di Santon, che allarga stoltamente il braccio su un cross. L’episodio tuttavia richiede il decisivo intervento del Var attraverso una procedura non proprio regolamentare e peraltro lunghissima, che inspiegabilmente rimane senza adeguato riscontro nel tempo di recupero.

Il tris degli ospiti appare la logica conseguenza di un arrembaggio scriteriato con la difesa sbilanciata, che lascia immense praterie al contropiede avversario. Comunque il disperato assalto interista rimane lettera morta un po’ per sfiga (traversa di Skriniar) ma soprattutto per la foga e l’incapacità degli assedianti. Troppi cross inutili nel mucchio, che rendono solo una valanga di corner, mentre latitano le penetrazioni efficaci per vie centrali (anche per l’assenza di un trequartista all’altezza). E adesso per la Beneamata diventano vitali le prossime due partite per evitare che il girone d’andata trovi la solita conclusione fallimentare degli ultimi anni.

In coda, a parte il solito Benevento (1), fanno punti quasi tutte e la situazione rimane pressoché stazionaria. Nonostante il trionfale successo sul Milan (per il quale Verona è sempre fatale), l’Hellas (13) resta penultima alle spalle di Spal e Genoa (14), precedute a loro volta da Crotone (15), Sassuolo e Cagliari (17).

Al prossimo turno il Napoli capolista riceve una Sampdoria in crisi nerissima dopo il brillante inizio di stagione. Ma i riflettori sono puntati soprattutto sull’incandescente sfida di Torino tra Juventus e Roma. A sua volta l’Inter declassata è attesa al varco da un Sassuolo nettamente in ripresa, mentre la Lazio potrebbe trarre profitto dall’impegno casalingo col Crotone.

Gino Delvecchio, dicembre 2017 – © Mozzafiato

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