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Marassi forever!

Archiviato tra mille polemiche il dramma nazionale della mancata spedizione in Russia, il campionato torna alla ribalta con la tredicesima giornata. I quattro confronti che vedono protagoniste le prime sette in classifica confermano la supremazia del Napoli (35), che tiene a distanza Inter (33), Juventus (31) e Roma (30). Chiudono il gruppo Lazio (28) e Sampdoria (26), mentre il ritardo del Milan (19) diventa abissale. Alla due romane manca sempre un incontro da recuperare ma, mentre i laziali attendono una inoffensiva Udinese, ai romanisti tocca rendere visita alla temibile Sampdoria, sempre vittoriosa a domicilio.

Al San Paolo il Napoli capolista batte di misura il Milan ma la superiorità dei Ciucciarielli non è mai in discussione a fronte di un attacco quasi inesistente dei rossoneri, che trovano il gol solo su un tiro della domenica in pieno recupero. Al Meazza l’Inter si aggiudica la spigolosa sfida tutta nerazzurra con l’Atalanta e scavalca la Juventus, che esce inopinatamente malconcia dalla tana della Sampdoria. Sorpasso anche da parte della Roma ai danni dei cugini laziali, battuti anch’essi di misura nel derby capitolino.

Marassi si conferma dunque una meta quanto mai disagevole per le passeggiate della Vecchia Signora, maltrattata dai portuali doriani così come era stata sbertucciata la scorsa stagione dai loro cugini genoani. Con una tripletta da sogno una Sampdoria sempre più convincente mette alle corde i bianconeri, ai quali una botta d’orgoglio (doppietta nei minuti di recupero) serve soltanto a rendere meno amaro il calice della disfatta e a regalare ai padroni di casa e ai loro tifosi una discreta dose di strizza con lieto fine. A questo punto le antagoniste dei campioni d’Italia auspicano un’opportuna modifica del regolamento, che obblighi i bianconeri a giocare sul terreno minato genovese almeno una buona metà delle trasferte.

Torna al successo e al secondo posto la Beneamata, che mette in mostra una pazienza inusuale venendo a capo di una coriacea Atalanta. Nel primo tempo i bergamaschi, ben disposti in campo, tengono sul chi vive i milanesi pur non pungendo in attacco, dove la buona vena di Ilicic non trova adeguato supporto nel folletto Gomez, neutralizzato efficacemente da Skriniar.

Sull’altro fronte Icardi spreca in maniera per lui insolita un paio di eccellenti occasioni, ma in avvio di ripresa provvede a rifarsi abbondantemente con due zuccate perentorie, rubando con destrezza il tempo agli arcigni centrali avversari. Vale la pena di sottolineare che entrambe le reti nascono da brillanti incursioni offensive di D’Ambrosio (!). La reazione degli orobici è abbastanza blanda e non trova sbocchi decisivi. Anzi, i padroni di casa vanno anche vicini al tris, vanificato soprattutto dall’atteggiamento molle e distaccato dei subentrati Brozovic e Joao Mario.

Continua dunque, a dispetto dello scetticismo e del malcelato fastidio dei media appollaiati da mesi sui trespoli da gufi, la permanenza della Banda Spalletti ai piani nobili della classifica. Resta da vedere se fra tre settimane i nerazzurri saranno in grado di arrivare nelle stesse condizioni di forma e di morale al cruciale spartiacque della sfida allo Juventus Stadium.

In coda neanche stavolta il Benevento, sempre inchiavardato al palo, manca all’appuntamento settimanale con la sfiga e corre a precipizio verso un record negativo di portata storica. Crolla in casa e resta attardato il Verona (6), mentre trovano punti quasi insperati Genoa (9), Spal (10) e Sassuolo (11), che risalgono la corrente e mettono in ansia Crotone e Udinese (12).

Il prossimo turno riserva trasferte apparentemente abbordabili (Udinese e Cagliari) alle due capofila Napoli e Inter, mentre regala alla Juventus un impegno casalingo di tutto riposo col Crotone. Qualche insidia per le romane: i giallorossi sono attesi da un Genoa affamato e i laziali ricevono una Fiorentina non proprio accomodante. Infine a Bologna si prospetta il primo esame di maturità per la Sampdoria, intenzionata a restare agganciata ai vagoni di prima classe occupati dalle “cinque sorelle”.

 

Gino Delvecchio, novembre 2017  © Mozzafiato

Ufficio Stampa