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Robin Hood alla moviola

Settima giornata e puntuale settimo sigillo del Napoli, che resta beatamente solitario in vetta alla classifica (21 punti) dopo aver rifilato in scioltezza una tripletta all’innocuo e arrendevole Cagliari. Impressionante finora la cavalcata dei Ciucciarielli, che spaventano il campionato travolgendo qualsiasi avversario a suon di gol.

In maniera del tutto inattesa frena invece la Juventus (19), costretta al pareggio nel feudo di Bergamo, dove viene messa alla frusta da una coriacea e indomabile Atalanta, capace di rimontare il doppio svantaggio iniziale e graziata in un finale convulso. Qui diventa protagonista assoluto il VAR, che prima annulla con notevole ritardo un gol ai bianconeri e poi sembra pronto a risarcirli con un rigore piuttosto dubbio, fallito però da Dybala.

A questo punto, per ironia della sorte, l’arbitro con moviola incorporata comincia ad assumere con una certa frequenza le beffarde sembianze di un Robin Hood calcistico, pronto a togliere ai ricchi per donare ai poveri. Ovviamente i potenti non ci stanno ed esprimono una fastidiosa insofferenza con mugugni reiterati e sempre più chiassosi. Non dovremo attendere molto per vedere le prime barricate mediatiche anti-VAR…

A far compagnia alla Vecchia Signora al secondo posto si ritrova incredibilmente l’Inter, che torna da Benevento col bottino pieno, sfuggendo a malapena alle forche caudine allestite dai sanniti in maniera piuttosto maldestra rispetto ai bellicosi antenati.

Dopo aver tramortito i padroni di casa con una doppietta di (udite udite!) Brozovic – che sembra dare l’avvio a una rilassante goleada – i nerazzurri decidono sportivamente di non infierire, concedendo qualche chance di troppo anche agli ultimi in classifica. Il successo rimane così in bilico fino al fischio finale grazie a una serie nutrita di sprechi e nefandezze difensive dei milanesi. E ancora una volta i legni della porta di Handanovic tremano…

Forse il prossimo derby potrà fugare qualche dubbio su questa versione bruttina ma vincente della Beneamata, che ricorda molto da vicino l’ultima di Mancini, protagonista contraddittoria di uno strepitoso girone d’andata prima di sbracare disastrosamente in quello di ritorno.

Con un distacco di tre lunghezze si conferma brillantemente al quarto posto la Lazio (16), che travolge senza pietà il Sassuolo illuso dal vantaggio iniziale e mantiene un margine minimo di vantaggio sulla Roma (15), uscita trionfalmente dalla sponda rossonera di San Siro e sempre in attesa di recuperare alle calende greche la trasferta con la Sampdoria. Alle spalle delle due romane si evidenzia la prima vera frattura nella classifica. Torino e Milan (12) appaiono infatti già attardati e in palese difficoltà.

In coda resta sempre inchiodato al palo il Benevento (0), mentre si aggrava la crisi del Genoa (2), che incappa in una sanguinosa sconfitta interna col Bologna proprio per mano dell’ex Palacio. Un punticino insperato in rimonta a Torino regala ossigeno al Verona (3), mentre diventa allarmante la posizione del Sassuolo (4), partito con ben altre mire.

Per la ripresa dopo la sosta per le nazionali sono già pronti i fuochi d’artificio, con tre sfide che potrebbero stravolgere il vertice della classifica. Il Napoli è atteso da una Roma agguerrita e pimpante, mentre la Juventus ospita una Lazio imprevedibile. Sono attese scintille anche al Meazza, dove va in scena un derby della Madonnina piuttosto delicato, che potrebbe confermare il ruolo di protagonista dell’Inter oppure risollevare le ambizioni sbandierate dal Milan con una campagna acquisti faraonica.

 

Gino Delvecchio, ottobre 2017 – © Mozzafiato

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