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LA MAGIA DELL’INDIA ABBRACCIA LUGANO

Dal 24 settembre 2017 al 21 gennaio 2018, un imperdibile immersione a 360˚ in due secoli di storia, arte cultura e magia dell’India, che da sempre ha affascinato ed ispirato il mondo Occidentale.

 

Il profumo delle spezie si mescola con i vivaci colori folcloristici tipici dell’India, che quest’anno celebra i 70 anni dall’Indipendenza britannica (15 agosto 1947). Il LAC di Lugano, Museo d’Arte della Svizzera italiana, celebra la Friendship Swiss-Indian attraverso una grandiosa mostra in perfetto stile Bollywoodiano: “Sulle Vie Dell’Illuminazione. Il mito dell’India nella cultura occidentale 1808-2017”. 

Il percorso arricchito da oltre 400 opere d’arte, d’inestimabile valore, come quelle dei maestri Odilon Redon e Gustave Moreau, saranno affiancate da stupefacenti sculture, dipinti, documenti, materiali e fotografie che in ben due piani catapulteranno lo spettatore in uno squarcio di strade indiane accaldate e affollate, inalando e assaporando gli speziati sapori di quella ricca, magica e complessa civiltà indiana, che da sempre ha affascinato e incuriosito il mondo.

Kipling, Salgari, Mata Hari, Jung, Pasolini, Schopenhauer sono solo alcuni dei nomi illustri che riempiono le colorate sale espositive, ma l’India è un paese in costante movimento, per conoscerlo a pieno opere d’arte e letteratura non erano sufficienti, bisognava coinvolgere tutte le arti, dalla danza alla musica, al cinema. Ed è così che in 4 mesi il LAC offrirà al pubblico variegati intrattenimenti: workshop, laboratori per bambini, conferenze sulla medicina ayurvedica, sessioni di yoga, discoteca in stile Bollywoodiano e grandiosi spettacoli con artisti di fama internazionale. La danza è un elemento fondamentale all’interno della cultura indiana, per questo non potevano mancare esibizioni come quella di una delle massime interpreti contemporanee del Kuchipudi -uno dei sette stili di danza classica indiana che deriva da un’antica tradizione teatrale e narra storie che celebrano il divino, legate alla mitologia induista- Shantala Shivalingappa che ci racconta: «Da bambini si imita tutto quello che si vede: io ancora prima di iniziare a prendere lezioni, già ballavo».

Non poteva mancare l’incontro con la musica, attraverso l’elegante esibizione di Nishat Khan, riconosciuto in tutto il mondo come uno dei più importanti suonatori di sitar (strumento di musica classica indiana, specie di liuto antico a corde) del nostro tempo, molte delle sue canzoni hanno caratterizzato molteplici film come: “Calore e Polvere” di James Ivory e “Piccolo Buddha” di Bernardo Bertolucci.

Oltre alla sua musica, il maestro del sitar, terrà anche un master class aperta agli studenti del conservatorio di Lugano e ai musicisti professionisti. Tra danze, musica, arte, un’inedita rassegna cinematografica che percorre 70 anni di vicende artistiche indiane, letture ed incontri culturali, una capatina al LAC Cafè del Museo sembra essere d’obbligo, per assaporare il Biryani, il Dahl, Pollo al Curry e pane Chapati, con una fumante tazza di Chai per commuoversi davanti alla foto di Gandhi e lasciarsi emozionare/trascinare dalla vivacità e dal gusto del paese più spirituale al mondo: l’INDIA.

Il programma completo in cui si potranno vedere gli appuntamenti aggiornati sono consultabili sul sito: www.india.luganolac.ch .

 

Marianne Perez Lopez, settembre 2017  © Mozzafiato

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