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Campionato sotto sedativo?

Sono bastate sei giornate per delineare con una certa precisione, in alto e in basso, le gerarchie di questo campionato. Percorso netto (18 punti) abbastanza scontato per le due favorite – la Juventus campione in carica e il Napoli, sfidante designato – pronte a crivellare le difese avversarie con nutrite raffiche di reti. Per entrambe finora un solo ostacolo serio, scavalcato col vento in poppa. Alla quinta giornata i partenopei sono usciti trionfalmente in rimonta dalla tana di una Lazio brillante ma falcidiata dall’ecatombe improvvisa di difensori. A loro volta i bianconeri sabato sera hanno trasformato il derby della Mole in una pura formalità, travolgendo i cugini granata invece di riservargli la solita beffa finale degli ultimi anni. Notevole comunque il contributo offerto al trionfo juventino dal torinista Baselli, pronto a spianare la strada agli avversari con un paio di pesanti minchiate di rara stoltezza.

Al terzo posto (16) spunta a sorpresa la nuova Inter di Spalletti, che somiglia tanto a quella vecchia nei difetti congeniti ma per il momento gode di una certa benevolenza da parte della Dea Cieca. Dopo aver sbancato a sorpresa l’Olimpico giallorosso alla seconda giornata, i nerazzurri hanno poi faticato non poco contro avversari di bassa levatura, lasciando comunque sul terreno solo i due punti del pareggio (immeritato) di Bologna.

Le sofferenze delle ultime tre giornate hanno confermato impietosamente la scarsa caratura tecnica e caratteriale di troppi elementi tra i milanesi, alcuni oltretutto acquistati a prezzi esorbitanti. Contro il Genoa – che ha lasciato il Meazza con qualche rimpianto – alla fine è arrivata una vittoria striminzita al penultimo respiro. E ancora una volta il gioco della Beneamata si è sviluppato secondo schemi banali in orizzontale e con una lentezza esasperante. Pur nuova di zecca, la cabina di regia si muove a un’andatura che sarebbe stata più adatta ai tempi dei fratelli Lumiére e permette a qualsiasi bunker difensivo di disinnescare senza affanni attaccanti letali come Icardi e Perisic.

Alle spalle del terzetto di testa si fa largo la Lazio (13) che – dopo lo sfortunato tonfo casalingo col Napoli – riprende a volare sulle ali del momento magico di Ciro Immobile e scavalca il Milan (12) dopo averlo malmenato alla terza giornata. Rintronati a dovere per la seconda volta in trasferta, stavolta da un’eccellente Sampdoria (11), i rossoneri vengono affiancati dalla Roma, che si è ripresa prontamente dopo il flop con l’Inter ed è tuttora in attesa di recuperare proprio con i doriani la sfida esterna della terza giornata, rinviata preventivamente per la minaccia di un nubifragio.

In coda troviamo ancora al palo il Benevento (0) e poco più sopra Verona e Genoa (2). Soprattutto i sanniti appaiono fortemente indiziati per un rapido ritorno nei ranghi del purgatorio (Padre Pio permettendo), ma anche i veneti denunciano una notevole fragilità difensiva mentre i liguri sono stati finora penalizzati da un calendario in salita.

Intanto tra gli addetti ai lavori infuria la polemica sull’inatteso quanto lodevole effetto sedativo indotto dal VAR sul campionato, già reso soporifero dallo strapotere della coppia regina. Infatti, oltre a rendere giustizia in parecchi casi, l’adozione sperimentale della moviola a bordo campo sta lentamente stemperando i cori di protesta dei protagonisti sul terreno e soprattutto le successive polemiche, portando alla disperazione lo stuolo di pennivendoli abituati a sguazzare nelle acque torbide dei post-partita avvelenati.

Non siamo ancora alla perfezione, figuriamoci, soprattutto in relazione ai tempi d’intervento piuttosto lunghi e dispersivi. Ma la strada sembra quella giusta per arrivare a un comportamento più equo e sereno degli arbitri, aiutati e non frustrati dalla spada di Damocle del collega dotato di moviola. Qualora si arrivasse finalmente a metter mano anche al tempo effettivo, le partite di calcio potrebbero diventare uno spettacolo molto più godibile, sfrondato da tutte le manfrine perditempo messe in scena dai professionisti del settore.

 

Gino Delvecchio, settembre 2017 – © Mozzafiato

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