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Pifferi e tromboni

Niente da fare, ripassate l’anno prossimo o, meglio ancora, tra un paio d’anni. Questo il verdetto inappellabile e lapidario col quale il Real Madrid – da decenni massimo esperto in materia di Coppa Campioni o Champions League – ha rispedito al mittente con una quaterna la pretenziosa Vecchia Signora. Finiti dietro la lavagna per la settima volta (quinta consecutiva) come un branco di ripetenti troppo zucconi, i bianconeri si sono calati di nuovo alla perfezione nel ruolo di pifferi della montagna in una finale del massimo torneo continentale.

Dati per strafavoriti dal solito stuolo di lecchini professionisti, Buffon e colleghi sono arrivati a Cardiff respirando un clima di euforia ingiustificata, convinti di aver già in tasca per volontà divina la Coppa con le orecchie e il tanto agognato Triplete. L’unica incertezza riguardava il numero di gol che sarebbero stati rifilati ai poveri madrilisti. Da parecchi giorni un arrogante crescendo rossiniano di tromboni accompagnava gli esacampioni d’Italia, esaltandone la difesa impenetrabile, il centrocampo allestito da Euclide e Pitagora e l’irresistibile attacco “tuttestelle”.

Ad attendere questa corazzata inaffondabile sembrava ci fosse un tremebondo Pizzighettone o l’Atripalda (con tutto il rispetto per entrambe) e non i campioni in carica, vincitori di ben undici edizioni del torneo. Tanto per gradire, il più autorevole e tronfio dei lecchini italioti in servizio permanente effettivo aveva persino assegnato a Cristiano Ronaldo (4 Palloni d’Oro!) il ruolo di probabile panchinaro in questa Juventus galattica.

Invece, ancora una volta, i resti di questa invincibile armata “risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”. Oltre mezza Italia festeggia senza ritegno il capitombolo dei tiranni. A Napoli interi quartieri inneggiano al flop di Core ‘Ngrato Higuain, desaparecido in campo insieme al predestinato Dybala.

Il castello mediatico eretto così alacremente è crollato fragorosamente e i tromboni si sono prontamente travestiti da prefiche straziate e inconsolabili. I maggiori rimpianti hanno per oggetto Buffon, al quale scivola tra le dita per la terza volta il trofeo, oltre al Pallone d’Oro che gli era già stato assegnato in pectore. Inutile ribattere che con l’elenco dei grandi campioni che non hanno mai vinto la Champions si potrebbe mettere insieme una decina di squadre da leccarsi i baffi.

Questa volta contro i bianconeri si è accanita persino la Dea Cieca, così spesso benevola, accompagnando i primi due gol madrilisti con il fuoco amico delle deviazioni letali di Bonucci e Khedira. Resta comunque il fatto che, dopo un primo tempo equilibrato, gli spagnoli hanno preso nettamente il sopravvento e CR7, tanto bistrattato dai soloni di casa nostra, ha fatto vedere le streghe all’insuperabile diga BBC.

Il disastro torinese è stato infine completato grazie al deficit mentale di Cuadrado, che in pochi minuti ha guadagnato due cartellini gialli abboccando a fauci spalancate alla provocazione del mestierante Ramos. Un evento davvero traumatico per una squadra capace di collezionare zero espulsioni (come mai?) in 38 giornate di campionato.

Gino Delvecchio, giugno 2017 – Copyright Mozzafiato

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