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Party a sorpresa

Alla terzultima giornata il trionfo ufficiale della Juventus subisce un nuovo inopinato rinvio. L’Olimpico sembra apparecchiato a puntino per l’apoteosi bianconera, ma la Roma si rifiuta di glorificare sul proprio prato la Vecchia Signora, per la quale viene allestita invece una festa a sorpresa con tanto di tripletta in rimonta.

I  torinesi  vanno a segno dopo una ventina di minuti con Lemina al termine di un’azione da manuale. Ma i giallorossi, orfani di Dzeko, non ci stanno e tornano subito a galla con un tap-in di De Rossi. Nella ripresa l’equilibrio dura poco, poi un velenoso rasoterra a giro di El Shaarawy e una bordata ravvicinata di Nainggolan tramortiscono i bianconeri, che non riescono più a risalire la corrente. Si concretizza così il quinto flop in trasferta dei bianconeri e tanti saluti alla difesa più arcigna d’Europa.

Il successo perentorio sulla Juventus (85) alimenta i rimpianti e rilancia le azioni della Roma (81), che rimane saldamente avvinghiata al secondo posto, respingendo per ora l’assalto di un Napoli (80) pirotecnico, capace di seppellire il Torino a domicilio con una cinquina devastante.

Lontanissima dal terzetto di testa, la Lazio (70) rimane tranquillamente al quarto posto nonostante la battuta d’arresto a suon di gol di Firenze. Nel contempo l’Atalanta (66) blinda il quinto, pur frenata dal pareggio casalingo impostole in extremis dal solito Milan (60) sornione e cinico. I rossoneri adesso devono comunque rintuzzare il ritorno della Fiorentina (59), rilanciata anche dall’affossamento definitivo dell’Inter (56).

In coda tornano a tremare Genoa (33) ed Empoli (32), battuti rispettivamente a Palermo e Cagliari e ormai braccati dal Crotone (31), che supera di misura l’Udinese rispettando il sensazionale ruolino di marcia da scudetto degli ultimi due mesi.

E proprio da un paio di mesi la Beneamata si è assunta il lodevole compito di restituire al maggior numero possibile di avversari i tre punti sottratti all’andata. Ben poche squadre possono legittimamente lagnarsi per non aver beneficiato di tale agevolazione. E così il Meazza diventa terra di conquista anche per il Sassuolo, sceso in campo senza troppe pretese ma rinfrancato col passare dei minuti dall’ennesima impalpabile esibizione dei padroni di casa.

Una doppietta di tale Iemmello (il lancio dei carneadi, spesso destinati a un rapido ritorno nell’oblio, è un’altra specialità rinomata della casa interista) condanna i milanesi a un’altra figuraccia senza appello. I nerazzurri partono apparentemente col piglio giusto ma, dopo alcuni tentativi a vuoto (e anche sfortunati), la prima sortita seria del Sassuolo viene benedetta dal puntuale strafalcione di Murillo, che apre una variante autotradale verso Handanovic, sfruttata felicemente dagli ospiti.

La tragedia ormai settimanale si completa all’inizio della ripresa col raddoppio degli emiliani che, tra l’altro, è viziato da un evidente fuorigioco ma pochi se ne accorgono e nessuno si scandalizza. E questo è un sintomo di rassegnazione piuttosto eclatante. Il gol illusorio di Eder serve solo a regalare agli sventurati spettatori dell’ora di pranzo qualche inutile palpito prima dell’epilogo scontato. E il tunnel della crisi interista sembra destinato a non trovare via d’uscita almeno sino all’ultima giornata.

Il prossimo turno riserva una visita da brividi del Crotone allo Juventus Stadium. Ma è davvero arduo ipotizzare che i pur lanciatissimi calabresi possano imporre un ulteriore ritardo al trionfo della capolista. Molto incerta la lotta per il secondo posto: la Roma è attesa dal Chievo, mentre il Napoli ospita una scorbutica Fiorentina. All’Olimpico la Lazio riceve l’Inter per una sfida d’alto rango declassata dallo stato pietoso dei nerazzurri. Infine impegni casalinghi decisivi per Genoa ed Empoli, che cercano i punti della salvezza contro Atalanta e Torino.

Gino Delvecchio, maggio 2017 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa