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“MEGLIO UN GIORNO DA LEONE O CENT’ANNI DA PECORA?”

Questo detto racchiude in sé, l’essenza dell’opera: “Il Sorpasso”. A distanza di 50 anni dall’uscita dell’omonimo film (1962) di Dino Risi, capolavoro della commedia/drammaturgia italiana, viene per la prima volta presentato al Teatro Manzoni di Milano, con un immediato successo che ha colpito i cuori degli spettatori, grazie soprattutto ad un colpo di scena e un finale inaspettato.

All’interno di questo road movie psicologico troviamo due protagonisti, caratterialmente diversi l’uno dall’altro ma al contempo complementari: Bruno Tortona, interpretato dall’eccezionale Giuseppe Zeno, veste i panni del classico “burino” romano che, con il suo fascino sfrontato prende la vita così come viene, senza soldi né lavoro vaga con la sua Lancia Aurelia B24, che riempie la scena catapultando il pubblico indietro negli anni, negli anni di quell’Italia fiorente.

Il caso porta, nella vita dello spensierato Bruno, un incontro/scontro, nella deserta Roma di Ferragosto, con Roberto Mariani (Luca Di Giovanni), giovane studente di legge, metodico e coscienzioso, che affronta la vita in modo trattenuto soppesando ogni scelta con la paura di “agire”.

L’opera, con il profumo di mare, campagna e con l’eco dei primi tormentoni estivi degli anni ’60, è incentrata su questa combinazione di caratteri diversi che si attraggono inconsciamente perché insegnano e imparano mutuamente l’uno dall’altro.

Così, spinti dal caso, dalle situazioni che li portano a “sorpassare” e deviarsi, intraprendono un viaggio senza meta che li porterà a rivisitare ed analizzare la propria vita le proprie scelte, finché un colpo di scena inaspettato, non solo emoziona il pubblico, ma, tra colpi di clacson, lo porta anche a riflettere sulla propria vita, sulle proprie scelte, sul fatto che forse, è meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora.

Il Sorpasso, scritto dallo stesso Risi insieme a Ettore Scola e Ruggero Maccari sarà nelle sale del Manzoni fino al 21 maggio 2017, con la straordinaria regia di Guglielmo Ferro e l’adattamento di Micaela Miano.

Marianne Perez Lopez, maggio 2017 – © Mozzafiato

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