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Mandorlato farlocco

Alla quindicesima giornata di ritorno la corazzata bianconera viene frenata in extremis in casa di un’Atalanta quanto mai dura a morire. Tuttavia la sconfitta contemporanea della Roma nel derby fuga gli ultimi dubbi sull’assegnazione del titolo. A questo punto la Juventus (84) appare definitivamente irraggiungibile, mentre si riaccende improvvisamente la lotta per il secondo posto tra la stessa Roma (75) e il Napoli (74) vittorioso in trasferta con l’Inter. Curiosamente solo due squadre riescono a vincere tra le prime undici in classifica.

A Bergamo i bianconeri dominano a lungo ma, beffati prima del riposo, sono costretti alla rimonta (agevolata anche da un clamoroso autogol) e nel finale subiscono un rocambolesco e imprevedibile pareggio. E puntualmente, a scudetto ormai blindato, fanno capolino le prime sviste arbitrali ai danni della Vecchia Signora. Il giochino è frusto e risaputo ma funziona sempre, portando tanta acqua al mulino della tesi machiavellica che torti e favori alla lunga si compensano. Pare addirittura che l’arbitro Guida si sia umilmente scusato con i bianconeri per il grossolano errore commesso nella mancata assegnazione di un rigore. Tanta manna per i dispotici padroni del campionato, prontissimi a mostrarsi signorilmente magnanimi e serenamente indifferenti di fronte a ingiustizie inoffensive e indolori.

Dominato dai laziali, il derby capitolino spegne bruscamente il lumicino delle residue speranze di primato della Roma. Infilati in avvio, i giallorossi trovano il momentaneo pari grazie a un rigore allucinante, omaggio del generoso Orsato – che, dopo i misfatti del Meazza, tenta di rovesciare le sorti di un’altra stracittadina – ma nella ripresa vengono tramortiti senza appello con una doppietta.

Alle spalle di Lazio (67) e Atalanta (64) rimane attardato il Milan (59) che, dopo la magra casalinga con l’Empoli, non va oltre il pari in rimonta (con qualche aiutino) a Crotone. Franano invece Inter (56) e Fiorentina (55), battute rispettivamente dal Napoli e addirittura dal Palermo. Torna improvvisamente a infiammarsi la lotta per la salvezza, pur limitatamente al terzultimo posto. La strepitosa (anche se tardiva) e inopinata serie positiva del Crotone (25) fa correre qualche brivido di troppo sulla schiena di Empoli (29) e Genoa (30), battute entrambe a domicilio da Sassuolo e Chievo.

Dopo la pirotecnica sconfitta di misura a Firenze, la Beneamata torna al Meazza per affrontare il Napoli, al quale stavolta basta un gol (regalato) per avere la meglio sui nerazzurri, sempre più sprofondati in una crisi che appare senza soluzioni. A conti fatti, nelle ultime sei partite l’Inter ha raccolto il sontuoso bottino di 2 punti, roba da retrocessione garantita, altro che Europa League! Un dato statistico impietoso che tronca sul nascere qualsiasi discussione sulla consistenza tecnica, fisica e mentale di questa squadra.

A tratti la supremazia di gioco dei napoletani appare imbarazzante e persino irridente. Tuttavia, grazie soprattutto ad Handanovic – unico baluardo in una difesa disastrata – tale indiscutibile superiorità non si traduce in moneta sonante e, nonostante tutto, i nerazzurri riescono a farla franca rimanendo indenni fino a un soffio dall’intervallo. A quel punto decide di fare giustizia il somaro mandorlato Nagatomo che, su una palla del tutto innocua, si esibisce in uno strafalcione talmente scellerato da far inorridire perfino il ragionier Filini, concedendo a Callejon il comodo gol vincente.

Nella ripresa la musica cambia pochissimo. Sono sempre I Ciucciarielli a menare le danze ma hanno il torto di non chiudere i conti nonostante le numerose occasioni. Graziati ripetutamente, i milanesi tentano di scuotersi ma i loro tentativi di rimonta si dimostrano velleitari e inconsistenti, facendo il solletico a Reina e colleghi. Si chiude così mestamente un’altra tappa di una via crucis che appare ormai interminabile al popolo bauscia, accorso ancora una volta speranzoso in massa al Meazza e costretto invece ad assistere alle penose esibizioni di personaggi inetti come il kamikaze farlocco e accidiosi come Brozovic e Banega (ma la lista è certamente incompleta).

Nel prossimo turno spicca il derby torinese, nel quale una Juventus distratta a appagata potrebbe finalmente concedere qualcosa al Torino, sempre sfigatissimo negli ultimi confronti con i cugini ricchi. La Roma rende visita al Milan rischiando seriamente di subire il sorpasso del Napoli, che ospita un Cagliari piuttosto arrendevole in trasferta. All’Olimpico la Lazio, alle prese con la Sampdoria, cerca di mantenere le distanze sull’Atalanta impegnata a Udine. A Marassi sfida della disperazione tra Genoa e Inter, mentre a Pescara il Crotone cerca punti per non mollare la presa sull’Empoli che attende il Bologna.

Gino Delvecchio maggio 2017 – © Mozzafiato

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