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La baguette et le croissant.

Probabilmente perché oggi è iniziato TuttoFood a Milano.

Probabilmente perché i ricordi dei quattro mesi vissuti a Parigi, quando avevo una chioma fluente, ogni tanto sovvengono, ripensando alla dicotomia provata, studiando il primo mese alla Sorbonne e poi lavorando tre mesi in un ristorante italiano.

Ma oggi, leggendo le notizie relative alla vittoria di Emmanuel Macron e alla sconfitta di Marine Le Pen, mi è balzato in mente questo esempio alimentare gastronomico.

La mattina prima di andare al lavoro, quando soggiornavo nella Villa Lumière, passavo da una boulangerie per comprare il delizioso pain au chocolat, una brioche farcita con cioccolato; invece la maggior parte dei parigini chiedevano sempre o la baguette o le croissant.

Si, ecco questi due perni delle abitudini alimentari dei cugini francesi, mi hanno stimolato la fantasia per paragonare i contendenti a questi due prodotti della gastronomia d’oltralpe.

Chi rappresenta cosa? A Voi la scelta. Tanto i francesi hanno già scelto.

P.s. Per concludere l’analisi politica, voglio ricordare che la frase di Marie Antoinette “S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche”, è un falso storico.

Baldassarre Aufiero, maggio 2017 – © Mozzafiato

La vecchia Europa si merita un giovane presidente, ed allora tutti noi diamo il benvenuto ad Emmanuel Macron.

Già soprannominato da alcuni come l’Obama europeo, il neo eletto presidente francese in realtà è un grosso punto di domanda. Approdato in politica solamente tre anni fa, dopo aver svolto con buoni risultati la carica di Ministro dell’Economia nel governo Valls, ha fondato un suo partito, En Marche! Dalle tinte liberali e l’orientamento politico di centro-sinistra, cavalcando l’onda di un movimento  neo-liberal che molto piace in questi anni.

Il suo programma politico sotto certi aspetti si può dire che sia un po’ fumoso e Macron ha vinto perché i francesi hanno votato contro il Front National. Non è chiaro quale sarà la sua strategia in politica interna e nemmeno in politica estera, ma è convinto europeista, e piace a molti leader stranieri, oltre ovviamente che al nostro PD.

Questa volta per lo meno si può dire che non ha vinto la paura, la quale aveva trascinato Marine Le Pen ad un picco di consensi oltre il 40%, ma bensì la voglia di restare uniti e compatti. Il terrorismo almeno stavolta non è riuscito nell’intento di dividere, fomentare l’odio ed innalzare barriere. Ed è un segnale che ciò sia successo nello stato che più duramente è stato colpito.

La Marsigliese risuonerà ancora una volta e le sue note andranno a braccetto assieme a quelle dell’Inno alla Gioia.

 

Edoardo Colzani, maggio 2017 – © Mozzafiato

 

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