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Europeisti tiepidi

Nemmeno la sedicesima giornata di ritorno riesce a mandare in archivio un campionato ormai agonizzante da tempo. Il pareggio nel derby della Mole rimanda infatti alla prossima settimana la festa-scudetto della Juventus (85). A sua volta la Roma (78) imperversa a San Siro su un Milan impotente, tenendo per ora a bada il Napoli (77) in odore di sorpasso, che s’impone agevolmente sul Cagliari.

Nella stracittadina torinese la maledizione dei minuti di recupero è ancora una volta fatale ai granata, privandoli di una vittoria nella tana dei cugini che manca da tempo immemorabile e sembrava ormai in cassaforte nonostante l’inferiorità numerica per gran parte della ripresa. Dopo un primo tempo contrassegnato da un dominio dei bianconeri netto ma privo del sigillo del gol, una magia di Ljajic su punizione manda in orbita i torinisti, che però vengono subito riportati bruscamente sulla terra dall’arbitro Valeri.

Già protagonista allo Juventus Stadium ai danni del Napoli in Coppa Italia, l’inaffidabile fischietto romano corre di nuovo premuroso in soccorso dei bianconeri, sventolando dopo pochi minuti il secondo giallo in faccia ad Acquah per un fallo inesistente. L’omaggio inatteso (???) mette le ali ai padroni di casa che tuttavia, pur occupando in forze l’area avversaria, non trovano la via del gol e sembrano (finalmente!) destinati a soccombere quando un rasoterra imprendibile di Higuain al 92’ mette fine alle illusioni dei granata. Comunque il pareggio finale va a interrompere una striscia di 33 successi consecutivi dei bianconeri nel salotto degli orrori.

A Milano va in scena la marcia trionfale della Roma tra le macerie della difesa milanista. La quaterna messa a segno dai giallorossi non rispecchia assolutamente quanto visto in campo. Nel primo tempo Il divario tecnico tra le due squadre appare abissale e solo Donnarumma, i pali e gli errori sottomisura dei romanisti limitano il passivo alla doppietta di Dzeko. Tuttavia i rossoneri non smettono mai di lottare e alla mezzora della ripresa trovano il gol della speranza, che però si rivela subito illusoria e viene spazzata via da un’altra doppietta dei Lupacchiotti.

Nel frattempo all’Olimpico la Lazio (70) – grazie anche all’espulsione precoce di un avversario – gioca al tirassegno con la Sampdoria, mortificandola con sette reti alle quali i doriani replicano con una tripletta consolatoria quanto inutile. Perde terreno senza gravi conseguenze l’Atalanta (65), che pareggia a Udine prima illudendosi e poi portando a casa un punto con qualche affanno finale. La mattanza subita con la Roma non pregiudica più di tanto la sesta posizione del Milan (59), favorito dal nuovo clamoroso scivolone a Genova dell’Inter (56), che viene agganciata dalla Fiorentina grazie al pareggio colto in extremis dopo aver subito la rimonta del Sassuolo.

Gli ultimi risultati e l’atteggiamento delle tre pretendenti all’ultimo posto disponibile per l’Europa League evidenziano comunque un entusiasmo piuttosto tiepido verso tale obiettivo. Nessuna delle tre sembrerebbe disposta a stracciarsi le vesti in caso di mancato accesso ai preliminari della competizione, che  andrebbero a intaccare le sacrosante ferie estive dei forzati milionari del pallone.

In coda continua la generosa rincorsa del Crotone (28), che sbanca Pescara ma deve prendere atto dei concomitanti successi casalinghi dell’Empoli (32) sul Bologna e del Genoa (33.) sull’Inter.

Prosegue dunque inarrestabile la marcia a tappe forzate della Beneamata verso l’autodistruzione, un viaggio di sola andata negli inferi. A Marassi i nerazzurri portano a termine con successo un’altra impresa titanica, arrendendosi senza lottare al disastrato Genoa, a digiuno di vittorie dalla fine di novembre, quando i rossoblu avevano fatto una vittima ben più illustre come la Juventus. Fin dalle prime battute i milanesi offrono una prestazione desolante per manifesta incapacità dei singoli e assoluta povertà di idee. Lo spettacolo messo in mostra da entrambe le squadre in campo imporrebbe comunque il rimborso immediato del biglietto ai malcapitati spettatori.

Per oltre un’ora i genoani si arrabattano come possono senza correre grossi rischi. Poi, una volta appurata la scarsa consistenza degli avversari, provano ad affondare e trovano totalmente sgombra la strada verso Handanovic, salvato dalla traversa ma punito dal tap-in dell’ex Pandev. La reazione interista è praticamente nulla ma nel finale sembra trovare ugualmente uno spiraglio fortunoso con un rigore per un mani di Burdisso. Tuttavia il regalo della Dea Cieca viene rifiutato sdegnosamente da Candreva, che s’impossessa della palla e la indirizza direttamente tra le braccia del portiere.

Al prossimo turno la sfida con la Roma all’Olimpico potrebbe decretare l’assegnazione ufficiale dello scudetto alla Juventus oppure regalare qualche minuto in più di suspense al campionato. La mancata vittoria dei giallorossi offrirebbe al Napoli l’opportunità di operare il sorpasso battendo il Torino a domicilio. A Bergamo e Firenze doppio incrocio decisivo per l’Europa League: l’Atalanta attende il Milan e i viola ricevono la Lazio. Potrebbe trarne profitto l’Inter, che riceve il Sassuolo, ma qui il condizionale non solo è d’obbligo ma esprime anche un’eventualità piuttosto remota. In coda il Crotone attende l’Udinese per continuare a sperare, mentre le trasferte sulle isole (Cagliari e Palermo) potrebbero consentire a Empoli e Genoa di fugare gli ultimi timori.

Gino Delvecchio, maggio 2017 – © Mozzafiato

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