Home / NEWS / Taca la bala / Requiem europeo al Meazza.

Requiem europeo al Meazza.

Un’azione, un tiro, un gol che frutta il secondo pareggio stagionale invece dell’abituale successo risicato. Questo il sontuoso bilancio dei dominatori del campionato al termine dell’attesissima sfida di Napoli, piatto forte della trentesima giornata. Colpiti a freddo dalla splendida combinazione tra Pjanic e Khedira (che fulmina Rafael), i Ciucciarielli reagiscono e diventano subito padroni del campo chiudendo nel fortilizio della trequarti la timida capolista, mai più pervenuta in attacco. Prestazione del tutto incolore del fedifrago Higuain che, tornato al San Paolo da avversario, viene sommerso senza pietà da fischi e pernacchie.

Solo alcuni errori di mira (Insigne su tutti) scongiurano il riaggancio dei partenopei prima del riposo. Stessa musica nella ripresa e finalmente dopo un quarto d’ora arriva lo strameritato pareggio di Hamsik, innescato divinamente da Mertens. Lo stesso folletto belga viene poi contrastato in maniera incerta da Buffon in uscita e solo il palo si oppone al sorpasso più che legittimo dei padroni di casa.

La frenata della Juventus (74) consente alla Roma (68) di ridurre il distacco sempre cospicuo dalla capolista grazie alla doppietta rifilata all’Empoli – che viene gravemente danneggiato in avvio da una scellerata decisione arbitrale – e di allungare sul Napoli (64). Adesso quest’ultimo deve anche guardarsi le spalle, dove incombe la Lazio (60) uscita vittoriosa dalla tana di un Sassuolo che ormai appare abbonato alla sfiga.

A Marassi una fragorosa cinquina dell’Atalanta (58) a spese di un Genoa inguardabile conferma la legittimità delle ambizioni europee dei bergamaschi, che staccano l’Inter (55) vittima di un inatteso e letale scivolone casalingo con la Sampdoria. Mezzo passo falso per il Milan (54), che a Pescara deve accontentarsi del pareggio dopo aver rimediato all’incredibile autorete partorita dalla collaborazione tra Paletta e Donnarumma. E alle spalle dei rossoneri torna a fare capolino la Fiorentina (51) dopo aver superato di misura il Bologna.

In coda finalmente succede qualcosa di diverso. L’ennesima sconfitta consecutiva dell’Empoli (22) riaccende le speranze del Crotone (17), che a sorpresa torna vincitore dalla trasferta in casa del Chievo. Vengono invece affossate le illusioni del Palermo (15), che registra un nuovo rovescio casalingo in rimonta a opera del Cagliari. Soddisfazione solo platonica per il Pescara (13), uscito indenne dalla sfida col Milan.

Dopo aver intonato il requiem per De Boer nella gara di andata a Marassi, a distanza di qualche mese la Sampdoria concede un lugubre bis al Meazza a beneficio del successore Pioli, bloccando bruscamente la vertiginosa rincorsa della Beneamata all’Europa. Un secondo tempo semplicemente sciagurato dei nerazzurri consente ai genovesi di rimontare il vantaggio siglato da D’Ambrosio (con deviazione) dopo la prima mezzora, durante la quale i padroni di casa scialacquano senza ritegno.

Preceduto da un doppio campanello d’allarme prima del riposo (due pali colpiti dai doriani), il pareggio di Schick all’inizio della ripresa manda in frantumi i fragili meccanismi dei padroni di casa. Privato di Gagliardini per infortunio, il centrocampo boccheggia e concede sempre più spazio agli avversari. Su uno degli ultimi sussulti interisti uno spento Icardi manda in tribuna da mezzo metro un pallone da spingere nella porta spalancata.

Ma in agguato c’è addirittura la beffa finale, che arriva puntuale per mano (alla lettera) dello scellerato Brozovic, il quale regala agli ospiti un rigore (trasformato da Quagliarella) intercettando una punizione dal limite dell’ex Alvarez. E per i nerazzurri è notte fonda. Il rigore da idiota è solo l’ultima delle nefandezze commesse dal croato, lasciato colpevolmente in campo fino alla fine. Svagato, fiacco e presupponente, è il perfetto paradigma del giocatore di scuola jugoslava, un modello sopravvissuto anche alla disgregazione del caravanserraglio balcanico.

Ma anche il resto della compagnia interista non si tira indietro nel collezionare una serie nutrita di errori da matita blu in ogni zona del campo. Il tutto mentre i difensori ospiti inanellano svirgolate e rinvii a campanile da torneo aziendale senza che alcun nerazzurro ne sappia approfittare. Paradossale il numero di azioni d’attacco vanificate da cross imprecisi o ultimi passaggi sbagliati per mancanza di lucidità.

Due paroline le merita anche lo staff arbitrale, che forse non influisce sul risultato ma offre uno spettacolo scadente quanto quello messo in mostra dai giocatori. Almeno un paio di volte un nerazzurro lanciato a rete viene fermato per un fuorigioco inesistente. Il pareggio nasce da un corner concesso ai doriani ignorando un vistoso fallo di Schick su Medel. Ma il capolavoro dell’ineffabile Celi è il tempo di recupero: solo 3’ (la quota rituale riservata ai cambi) ignorando almeno 4’ persi nel finale prima per la punizione e poi per il conseguente rigore. Sicuramente il risultato non sarebbe mutato ma le valutazioni degli arbitri italiani per le indecenti perdite di tempo in campo sono sempre più (volutamente?) lontane dalla realtà.

Al prossimo turno la Juventus ospita un arrendevole Chievo e potrebbe ristabilire le distanze con la Roma, attesa da una trasferta non semplice a Bologna. La Lazio attende il Napoli per concretizzare l’assalto al terzo posto, mentre l’Atalanta cerca conferme ricevendo il Sassuolo. Riscatto complicato per l’Inter impegnata a Crotone e tappeto rosso per il Milan, che ospita il rassegnato Palermo. Infine il Pescara approda a Empoli, dove si potrebbe fermare l’emorragia di sconfitte dei toscani oppure potrebbero riaccendersi le speranze degli inseguitori.

Gino Delvecchio, aprile 2017 – © Mozzafiato

admin