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LA LOTTA DELLA MEMORIA CONTRO L’OBLIO

Col sopraggiungere del 25 Aprile, ogni anno mi pongo sempre la stessa domanda: quale dovrebbe essere il compito di un partigiano ai giorni nostri?

Il Partigiano del XXI secolo dovrebbe essere anzitutto il custode della Storia, preziosa maestra poco considerata dai suoi alunni, incapaci di comprenderne l’essenza e coglierne l’importanza. Dovrebbe prender per mano le nuove generazioni, facendo loro distogliere lo sguardo imbambolato dagli smartphone, per mostrar loro la realtà che li circonda. Una realtà in cui pian piano tutte le grandi conquiste sociali del secolo scorso stanno finendo sotto lo stivale di coloro che continuano a ripeterci che “è l’unico modo per uscire dalla crisi” oppure lo stivale di alcuni farlocchi professionisti della politica nostrana che si permettono perfino di asserire che ormai “è una festa che non unisce più”, oppure che “l’Anpi non rappresenta in toto coloro che vogliono aderire”.

Il Nuovo Partigiano dovrebbe rassegnarsi al fatto che il fascismo è cambiato: che ha tolto la camicia nera per indossare il doppio petto, evolvendo la propria immagine come ha furbescamente già fatto la Mafia, che altro non è che l’altro risvolto di quella orrenda medaglia di prevaricazione e soprusi verso la gente comune. E di fronte a questo cambiamento, il Nuovo Partigiano dovrà cambiare la sua strategia di combattimento: dovrebbe stanare il nuovo fascismo che aleggia nel nostro paese (e purtroppo non solo…) ed estirparlo con la forza della Ragione, anteponendo la Conoscenza all’Ignoranza e la Solidarietà al bieco individualismo; dovrebbe vestire i panni del profeta, e prepararsi a combattere ancora una volta contro coloro che vogliono privarci della nostra libertà. Ma questa volta il terreno di scontro non saranno le montagne: dovranno essere le scuole, le piazze, i posti di lavoro, le fabbriche (o quel che ne resta…). Ogni luogo sarà un campo di battaglia fra Memoria e Oblio.

Uno dei compiti fondamentali del Partigiano moderno è quello di tener viva la memoria e i valori del 25 Aprile e della Resistenza, affinché non vengano considerate solo una data in cui si sta a casa da lavoro/scuola o una foto ormai ingiallita su cui poggiano ideali ormai antiquati. I nostri figli devono conoscere il valore e il sacrificio di quelle donne e quegli uomini che hanno lottato per la liberazione del nostro Paese, donne e uomini che rappresentano i pilastri della nostra Costituzione. Da loro dovranno prendere esempio, imparando a non piegarsi dinanzi a qualsiasi genere di sopruso, imparando a rispettare i propri doveri di cittadini e al contempo a pretendere l’attuazione di quei diritti che ogni giorno vengono bistrattati da coloro che vorrebbero cancellarli, assieme alla memoria su cui si fondano.

Come scrisse lo scrittore ceco Milan Kundera: “La lotta contro il potere è la lotta della memoria contro la dimenticanza”.

In ognuno di noi si cela un Partigiano, che stringe fra le mani Memoria e Libertà, che altro non sono che le armi da usare per difendere il nostro presente, ma soprattutto proteggere il nostro futuro.

 

Sonny Delvecchio, aprile 2017  – © Mozzafiato

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