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Così si chiede alla domenica.

Così si chiede alla domenica.

Di essere un po’ diversa.

Incanto o anche solo delicatezza.

Una passeggiata di passi rilassati.

Così si chiede alla testa, di ritrovarsi altrove.

Laggiù, vicino al fiume che parla.

Oppure là, avverbio di luogo e profumo di crostata ai mirtilli.

Così si torna verso il pomeriggio.

Con le scarpe slacciate.

Con la pancia piena.

Così si chiede alla domenica.

Di lavare i suoi capelli con i fiori.

Di fare l’amore appena svegli.

Di svegliare l’amore appena si fa.

Di asciugare i suoi capelli con carezze.

Gianluca Nadalini, aprile 2017 – © Mozzafiato

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