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Bocciati a casa di Pitagora

Alla dodicesima giornata di ritorno i successi perentori delle prime tre in classifica dilatano ulteriormente il distacco sul quintetto di rincalzo, nel quale solo il Milan porta a casa i tre punti. Non poteva certo essere il pur volenteroso e quadrato Chievo a impedire alla Juventus (77) di riprendere la discesa a rotta di collo verso lo scudetto dopo la pausa di “riflessione” a Napoli. E infatti, per mettere a tacere i veronesi, basta e avanza una doppietta di Higuain, che sfrutta a dovere la rampa di lancio privilegiata di un Dybala in grande spolvero.

A sua volta la Roma (71) tiene botta andando a sbancare Bologna con un autorevole terno secco, pur correndo qualche rischio di troppo contro gli emiliani spreconi. Stesso punteggio trionfale per il Napoli (67), che all’Olimpico mette la museruola al micidiale contropiede della Lazio (60), dominando a lungo e soffrendo solo per un quarto d’ora a metà ripresa.

Grande occasione mancata per l’Atalanta (59), che viene messa alla frusta a domicilio dal Sassuolo e deve accontentarsi di un pari in rimonta. Al sesto posto spunta improvvisamente il Milan (57), che a San Siro non lascia scampo al derelitto Palermo rifilandogli un poker e scavalcando l’Inter (55), inopinatamente vittima di una vergognosa disfatta in quel di Crotone. Chiude il corteo delle seconde linee la Fiorentina (52), che a Marassi è costretta a riacciuffare per due volte una brillante Sampdoria.

In coda l’Empoli (23) tampona l’emorragia di sconfitte consecutive rimediando solo un pari casalingo col Pescara (14) – che auspicava e meritava qualcosa di meglio – e si ritrova improvvisamente braccato dal rilanciato Crotone (20), mentre il Palermo (15) recita a puntino il ruolo di vittima predestinata a Milano.

Dopo il flop casalingo con la Sampdoria, la Beneamata esce dunque a testa bassa anche da Crotone, dove i nipotini di Pitagora infliggono una severa lezione di geometria elementare ai milanesi in versione statue di cera. Nel primo tempo i nerazzurri rimangono completamente in balìa di una squadra condannata da mesi alla retrocessione, andando al riposo per grazia divina con due soli gol al passivo. Oltretutto il primo arriva su rigore inventato dall’inetto Guida per un mani involontario e ininfluente di Medel. Il secondo invece è frutto di un contropiede mortifero offerto gentilmente agli scalmanati calabresi dalla banda del buco ospite.

Incredibilmente la difesa dei padroni di casa resta del tutto inoperosa fino al riposo. Piuttosto arduo il compito di scovare il peggiore (vista la concorrenza piuttosto agguerrita) tra gli indossatori dell’orrida divisa interista da trasferta. Qualcuno si nasconde facendo scena muta, mentre altri si espongono collezionando  figuracce a ripetizione. Solo a metà della ripresa il furibondo e dissennato assalto dei milanesi alla porta dei pitagorici partorisce il misero golletto della speranza di D’Ambrosio, seguito da un palo clamoroso di Eder e da numerose  mischie senza esito positivo.

Poi negli ultimi dieci minuti va puntualmente in onda la solita sceneggiata indecente delle perdite di tempo programmate, con svenimenti vari e una lunga serie di falli tattici dei calabresi, il tutto tollerato con sussiego dal direttore di gara. Ma questo passa il convento del calcio italico e nessuno (tantomeno gli arbitri) sembra seriamente intenzionato a porvi qualche rimedio.

Alla prova dei fatti (e a dispetto di sterili proclami) il trittico di impegni relativamente agevoli che avrebbero dovuto prolungare la cavalcata interista verso l’Europa si rivela dunque un tunnel degli orrori. Risalgono puntualmente a galla tutte le magagne di una squadra nella quale si esibiscono impunemente troppi elementi di dubbio spessore tecnico e caratteriale. Poca voglia di lottare e soffrire, assenza di lucidità nei momenti chiave, immotivati sbandamenti improvvisi e scarso cinismo in area avversaria. Tutti fattori che, pur mascherati a lungo dal buon lavoro di Pioli, alla fine denunciano l’effettiva valenza originale di una compagine allestita da dilettanti allo sbaraglio.

Il prossimo turno, in programma nel sabato pasquale, ha in serbo la brillante novità del derby meneghino all’ora di pranzo. In palio addirittura i preliminari di Europa League, roba da leccarsi i baffi. Per la Juventus una gita rilassante sulla riviera adriatica, ospite del Pescara, mentre a Roma i giallorossi sono alle prese con la scorbutica Atalanta e il Napoli attende l’Udinese in serie positiva. In coda allarme rosso per l’Empoli, impegnato nel derby in casa della Fiorentina, mentre il Crotone culla qualche speranza di resurrezione rendendo visita al Torino e il rassegnato Palermo riceve il Bologna.

Gino Delvecchio, aprile 2017 – © Mozzafiato

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