Home / LIFESTYLE / Una mano dal cielo

Una mano dal cielo

Presto in scena il nuovo spettacolo della compagnia “I Filodrammatici”

 

Quando nel 1925 a Napoli fu inaugurata la linea metropolitana, intorno alla stazione di Campi Flegrei non c’era traccia dell’agglomerato urbano di oggi. Niente cemento, niente Stadio San Paolo né Università: pochi edifici e sullo sfondo il golfo di Pozzuoli.

Fra passeggeri distratti, treni che partono e che arrivano, basta fare pochi metri per entrare nel teatro “Il Piccolo”, dove incontro alcuni membri della compagnia teatrale “I Filodrammatici”.

Il Piccolo mi accoglie con un sipario aperto ed una scenografia in allestimento. Qui, dal 24 al 26 marzo 2017, si terrà la prima dello spettacolo “Una mano dal cielo”, che replicherà il 28 aprile al Teatro Italia di Acerra e successivamente sarà in tour in tutta la penisola.
L’ultimo progetto teatrale dei Filodrammatici parla di una situazione tipica di molte coppie moderne: il protagonista maschile non vuole avere figli, mentre la sua compagna è ansiosissima di mettere su famiglia.

L’incredibile accade quando Marina, la fidanzata del protagonista, gli dice di essere incinta: lui sviene e si ritrova in un mondo in cui scoprirà che magari diventare papà può avere anche dei lati positivi. Chissà se dopo quest’esperienza mistica, fra le risate del pubblico, cambierà idea sul suo futuro e se riuscirà a sconfiggere la “Sindrome di Peter Pan”.

Insomma, Una mano dal cielo promette di incuriosire, far ridere e magari anche riflettere.

Io e  Luca Silvestri, regista dell’ultimo spettacolo e colonna portante della compagnia, ci siamo conosciuti l’anno scorso, quando ho scritto del precedente lavoro dei Filodrammatici: “Che casinò”. In questa commedia, un’improbabile banda di malfattori partenopei tentava di svaligiare un casinò del nord Italia, trovandosi poi in una serie di equivoche e divertenti situazioni.

Ogni anno, alcuni membri della compagnia cambiano, a seconda delle esigenze dello spettacolo.
Lo staff include lo scenografo Giovanni Fatigati, il macchinista Salvatore Romano, Giselle Palo, Giuseppe Palumbo, Fabio Starita e Mattia Caputo.

Per quanto riguarda il cast, oltre ai veterani Luca Silvestri, Giovanna Sebastiano, Chiara Chiummo, Angelo Ferro, quest’anno il cast ha alcune new entry, come Mario Santoro, Luigi Di Salvatore, Lucia Nasti, Antonello Dattilo, Anna Maria Vittozzi, Lana Lemberg, Gabriele Izzo e Stefano Quisisana. Giovanissimo quest’ultimo, che ho avuto il piacere di incontrare.

Stefano è uno studente dell’Università di Salerno, che però da piccolissimo ha scoperto il Teatro e non se n’è più separato: un sogno che sta coltivando e che noi di Mozzafiato gli auguriamo lo porterà lontano.

Quando gli chiedo che cos’è per lui il Teatro, mi risponde in modo molto sintetico: “il Teatro è passione”. Secondo Stefano, la sensazione di poter raccontare una storia e poter trasmettere qualcosa allo spettatore è unica. Io gli credo, soprattutto perché è evidente che la recitazione si può apprendere fino ad un certo punto: buona parte del talento è sicuramente innato.

A proposito di questo, Luca mi fa riflettere su quando ci si può definire davvero un attore. La risposta è semplice: “Quando il Teatro ti consente di pagare le bollette!”, in altri termini: quando si è stimati ed apprezzati da un’ingente fetta di pubblico. In questo, Luca e la sua compagnia sono sempre più sulla buona strada e Mozzafiato non può che fargli un grande in bocca al lupo.

Roberto Vela, marzo 2017 – © Mozzafiato

Ufficio Stampa