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Panchine da neurodeliri

Un’altra giornata interlocutoria, la decima di ritorno, per un campionato ormai tenuto in vita artificialmente solo dall’aritmetica in testa e in coda. Le tre vittorie del terzetto al vertice amplificano il distacco sul quartetto di inseguitori sparpagliati a rispettosa distanza. A Genova arriva l’ennesima vittoria di misura della capolista Juventus (73) su una Sampdoria volenterosa ma spuntata in attacco. Nei minuti iniziali un’inedita zuccata di Cuadrado risolve la pratica a favore dei bianconeri, sempre più vicini all’assegnazione (mai messa veramente in dubbio) del titolo tricolore.

Data l’assenza di spunti di particolare interesse offerti dalla partita, i media famelici si gettano a corpo morto sulla sceneggiata isterica nella quale a un certo punto si esibisce Allegri, infastidito (a suo dire) per diversi errori puerili dei suoi e soprattutto dalla loro mancanza di malizia e cinismo (non ci posso credere!) in occasione di svenimenti vari degli avversari. Ovviamente da gran parte degli addetti ai lavori arriva un plauso  convinto al tecnico toscano, lodevolmente restio ad abbassare minimamente la guardia in qualsiasi frangente.

Ormai il modello molto discutibile di panchinaro tarantolato, lanciato con successo dall’esagitato col gatto morto in testa – attuale allenatore del Chelsea – sta facendo scuola e la schiera di proseliti sembra destinata a infoltirsi a vista d’occhio. A tale proposito risultano piuttosto istruttive le (raccapriccianti) critiche più o meno velate lanciate da alcuni opinionisti della mutua ali’indirizzo del mister interista Pioli, accusato di essere troppo signore e di non trasmettere abbastanza cattiveria ai propri giocatori. Non c’è davvero limite al peggio.

Alla capolista risponde per le rime la Roma (65) che, dopo la cocente delusione europea, sfata con una tripletta in rimonta il tabù Sassuolo, che non aveva mai perso nelle precedenti trasferte all’Olimpico. A Empoli si rivede un Napoli (63) travolgente che tuttavia, dopo aver messo sotto tre volte i toscani nel primo tempo, ne subisce l’inopinato ritorno nella ripresa fino a rischiare un clamoroso pareggio.

Alla spalle del terzetto di testa frena la Lazio (57), bloccata a Cagliari sul nulla di fatto. Segna il passo anche la lanciatissima Inter (55), che a suon di gol pareggia a Torino coi granata e viene riagganciata dall’Atalanta, prontamente guarita dalla sbornia del Meazza a spese del Pescara. Si riporta sotto il Milan (53) con una vittoria casalinga di misura, ma senza problemi, su un Genoa abbastanza innocuo. In coda niente di nuovo da segnalare. Le sconfitte delle ultime sei lasciano inalterati i distacchi.

A Torino arriva dunque un mezzo passo falso della Beneamata che – dopo le abbuffate con Cagliari e Atalanta – si vede imporre dai granata un pari abbastanza deludente, rendendo sempre più ipotetica la rincorsa alla Champions. Il risultato viene sigillato da una botta a risposta per tempo. Verso la mezzora i nerazzurri scappano per primi con Kondogbia (papera di Hart), ma vengono subito riacciuffati da Baselli su azione da corner (amnesia totale della difesa). Nella ripresa i padroni di casa ribaltano il punteggio con Acquah (tiro della domenica) ma vengono prontamente ripresi da Candreva (uscita a vuoto di Hart). E nel finale Perisic dilapida ignobilmente tre occasioni più che invitanti per portare a casa il malloppo.

I milanesi inseguono la vittoria sin dalle prime battute ma, una volta in vantaggio, oppongono una flebile resistenza alla reazione torinista. Poi vengono addirittura scavalcati ma rimediano subito grazie anche al portiere avversario, che in seguito si riscatta con un paio di interventi decisivi. Il finale è tutto di marca interista ma, come detto, il solitamente chirurgico Perisic vanifica gli ultimi tentativi di chiudere i conti.

Oltre alla mira storta del croato, da segnalare la giornata poco brillante di Gagliardini e soprattutto l’evanescenza di Banega, desaparecido dopo le ultime sontuose prestazioni così come Icardi, lasciato troppo isolato. Tutto sommato, però, una prestazione discreta nonostante il risultato, alla faccia degli ipercritici pronti a seppellire nell’oblio l’apprezzabile lavoro di un Pioli fortunatamente immune da crisi isteriche.

Dopo la sosta dedicata alle nazionali, nel prossimo turno la Juventus è di scena al San Paolo per concedere al Napoli una rivincita che promette scintille e veleni in abbondanza. Un passo falso dei bianconeri potrebbe rilanciare le residue ambizioni della Roma, che ospita l’Empoli. Trasferta complicata per la Lazio nella tana del Sassuolo, mentre l’Inter riceve la Sampdoria e l’Atalanta si presenta a Marassi sponda genoana. Tutto sembra congiurare per un’ulteriore risalita del Milan, che rende visita al derelitto Pescara.

Gino Delvecchio, marzo 2017 – © Mozzafiato

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