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Il 10 non è solo un numero.

Il 10 non è solo un numero.
 
Il 10 è Il numero per eccellenza.
È quella scintilla di genio incastonata nello spirito di ognuno di noi, che brilla solo ed esclusivamente al momento giusto.
Alcuni lo possono essere per un solo giorno in tutta una vita, come capita a molti, mentre altri possono immolare la propria esistenza a quella scintilla che, nel bene e nel male, li farà brillare per sempre.
I 10 con la D maiuscola, nell’immaginario dei ragazzi di periferia, non sono solamente i Roberto Baggio o i Francesco Totti. I 10 a volte neppure lo indossano quel numero: si pensi a George Best o a Gazza Gascoigne o al sempreverde Bobo Vieri. Gente che si è mai arresa, che ha continuato a vivere alla giornata, costruendo la propria vita con mattoni di eccessi, impreziositi da colpi di genio, che neppure l’età o la mancanza di liquidità hanno saputo frenare.
Gli aspiranti 10 possono soltanto guardare ad essi con ammirazione e invidia, sensazioni diametralmente opposte che se mescolate insieme, posso dar vita a una strana venerazione inconscia.
I 10, quelli veri, realizzano i sogni più segreti e indecenti dei comuni mortali.
Nella vita comune è arduo, se non impossibile, che un 10, uno che è nato col 10 tatuato sulla schiena e nel destino… immoli la propria esistenza a questo numero.

Può avere momenti di gloria per un giorno, una settimana, un mese o un anno, ma presto o tardi dovrà accomodarsi in panchina.

Dal 10 non si può né pretendere né aspettare continuità, altrimenti sarebbe come tutti gli altri, e finirebbe per essere semplicemente un uomo.
Al 10 le regole e le convenzioni stanno e staranno sempre strette, non è in grado di restare imbrigliato in una gabbia, sia esso uno schema di gioco e l’etica.
Il 10 deve essere libero di spaziare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. È croce e delizia per gli amici, per le donne è al contempo amore sconfinato e odio profondo. E riesce ad essere altresì il punto più basso e il più alto che l’essere umano possa toccare.
Ma come ogni partita che conosce fin troppo bene il suo triplice fischio, anche chi è nato 10, prima o poi, dovrà appendere le follie al chiodo, anche solo in apparenza. Pertanto un 10 può smettere, ma può sempre stupire, perché il 10 può riapparire come un fantasma nella foschia, spiazzando tutti con una perla, che potrebbe restare impressa per sempre nella memoria e diventare leggenda nei bar di periferia o che anche semplicemente essere deglutita dall’oblio di una serata di folli scorribande.
Questo è il 10.

Sonny Delvecchio, marzo 2017 – © Mozzafiato

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