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Ribollita bianconera

L’inizio del girone di ritorno viene festeggiato dalla capolista Juventus con la quarta sconfitta in trasferta. Infallibili in casa da tempo immemorabile, in questa stagione i bianconeri confermano di trovarsi spesso a disagio quando si allontanano dalle mura amiche. Così, al termine della rovente sfida atavica di Firenze, i viola escono trionfalmente dal campo con lo scalpo (o la parrucca?) della Vecchia Signora. L’invincibile armata sabauda sembra piuttosto… ribollita, roba da leccarsi i baffi per i toscani.

Per un’ora i primi della classe, compassati e leziosi, vengono messi alla frusta dai padroni di casa e la premiata ditta BBC (Bonucci-Barzagli-Chiellini) scricchiola paurosamente in balìa delle folate di Bernardeschi e colleghi. L’evidente frustrazione dei torinesi si traduce in una serie nutrita di cartellini gialli e proteste collettive intimidatorie a ogni decisione arbitrale. Dopo il doppio vantaggio di marca croata (Kalinic e Badelj) dei viola, un gol in mischia di Higuain riapre i giochi ma i bianconeri non riescono a completare la rimonta nonostante l’evidente affanno degli avversari.

Sembra dunque riaperta la lotta per il titolo. Può darsi. Per ora infatti la Juventus (45) è tallonata dalla Roma (44) ma ha in cassaforte una partita casalinga senza rischi (Crotone) da recuperare. I giallorossi sbancano Udine capitalizzando il gol iniziale di Nainggolan e nonostante la giornata storta di Dzeko, che divora di tutto (compreso un rigore). Tiene botta anche il Napoli (41), che si sbarazza facilmente del Pescara ma solo nel secondo tempo. Non molla nemmeno la Lazio (40), che prevale in rimonta in uno scorbutico scontro casalingo con l’Atalanta.

Resta in posizione privilegiata il Milan (37), che torna da Torino con un pareggio fin troppo generoso dopo aver rischiato il collasso in un primo tempo catastrofico, quando i granata imperversano andando a segno due volte e sprecando anche un rigore (Ljajic). La classifica dei rossoneri è comunque suscettibile di miglioramenti, visto che devono recuperare la trasferta di Bologna. Alle loro spalle continua l’ascesa dell’Inter (36), che scavalca l’Atalanta (35) grazie al successo casalingo sul Chievo,

Salvo clamorose sorprese, sembra ormai calato con largo anticipo il sipario sulla lotta per la retrocessione. Ancora una volta infatti è notte fonda per il terzetto di coda. Restano appaiati il suddetto Pescara e il Crotone (9), battuto in casa dal Bologna, mentre il Palermo (10) viene umiliato con un poker dal Sassuolo. Al quart’ultimo posto l’Empoli (18) appare sempre più un miraggio. In pratica si prospetta un girone di ritorno del tutto inutile per una decina di squadre, libere da ogni preoccupazione ma anche senza alcun obiettivo.

Nel freezer del Meazza la Beneamata ingrana la quinta vittoria consecutiva, battendo in rimonta il Chievo al termine di una partita dominata dal primo all’ultimo minuto ma risolta felicemente solo nel finale (tanto per cambiare). Una gara di tirassegno infinita, con il nonnetto Sorrentino a recitare brillantemente la parte dell’orsacchiotto paratutto. Schiacciati subito nella propria area, i veronesi non toccano letteralmente palla per mezzora ma vengono graziati ripetutamente dai nerazzurri e soprattutto salvati dal portiere. Poi, alla prima sortita fuori dal bunker, un corner offre alla vecchia volpe Pellissier l’opportunità di beffare Handanovic con la complicità dello stordito D’Ambrosio.

Alla palese ingiustizia della malasorte i milanesi replicano con rabbiosa lucidità, chiamando Sorrentino a una nuova serie di acrobazie che si concludono verso la metà della ripresa. Un cross calibrato di Candreva trova Icardi pronto alla spaccata vincente da bomber di razza. Agguantato il pari, l’offensiva nerazzurra rallenta per qualche minuto prima di un ulteriore sussulto finale che completa il ribaltone. Ancora una volta sale in cattedra con una brillante azione personale il solito Perisic, sul cui rasoterra il portiere veronese, forse stremato, una volta tanto non è impeccabile. Visibilmente cotti, i pandorini non trovano nemmeno le energie per una timida replica e prima del fischio di chiusura subiscono il tris di Eder per il tripudio del popolo bauscia.

Nelle file dei nerazzurri vale la pena di sottolineare l’esordio più che discreto del neo-acquisto Gagliardini e (finalmente!) la buona prova di Kondogbia nel ruolo di frangiflutti a centrocampo. Più in generale cominciano a emergere gli effetti positivi della cura praticata dal “normalizzatore” Pioli, che senza tanti clamori – e grazie a un frangente di calendario non impossibile – sta traghettando la navicella nerazzurra verso lidi inavvicinabili fino a qualche settimana fa. Resta da vedere quanto riuscirà a prolungare la striscia vincente prima di un’eventuale ricaduta.

Il prossimo turno riserva due appuntamenti di spicco, che coinvolgono quattro delle prime cinque in classifica. Nella propria inespugnabile fortezza la Juventus è chiamata a cancellare lo scivolone di Firenze a spese della Lazio, quasi sempre a malpartito al cospetto dei bianconeri. A San Siro invece va in scena un indecifrabile spareggio europeo tra Milan e Napoli. Sulla carta il doppio scontro incrociato sembrerebbe favorire la Roma, che riceve un Cagliari più che rilassato con una difesa sempre piuttosto “accogliente”. Buone prospettive di risalita per l’Atalanta, che attende la Sampdoria, e infine per la rinata Inter una trasferta con parecchie insidie a Palermo.

Gino Delvecchio, gennaio 2017 – © Mozzafiato

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