Chapeau

Una delle mie scene preferite, nel panorama della cinematografia mondiale, è quella della pellicola “Scent of a woman”. Esattamente quando Al Pacino difende sul banco degli imputati il ragazzo di un collegio privato americano dall’accusa di essere complice, con il suo silenzio, di un episodio di goliardia nei confronti del Rettore.al-10

Avrò visto quella scena centinaia di volte, spesso in lingua originale, come dovrebbero guardarsi tutti i film, ovviamente con i sottotitoli in italiano.

Mi commuovo sempre, quando Al Pacino, il Colonnello Frank Slade, dice di essersi trovato spesso davanti a un bivio nella sua vita e di aver sempre saputo quale era la direzione giusta, ma di non averla mai presa, perché era troppo dura, difficile. Invece Charlie, lo studente che lui difende, ha deciso di percorrerla, un sentiero fatto di coerenza, principi e rettitudine.

Questo bisogna riconoscere a Matteo Renzi, ormai fra poche ore ex Presidente del Consiglio. La scelta delle immediate dimissioni, riconoscendo la sconfitta, è stata una di quelle che rimarrà nella storia della politica italiana, una scelta di coerenza.

Coerenza, termine avulso ai nostri parlamentari, il cui operato meschino e menefregista ha fatto allontanare noi persone comuni, dalla politica e dal gestire il “Bene Comune”.

Matteo Renzi ha sbagliato alcune scelte nella sua strategia politica. Personalizzare questo referendum, talune decisioni nella politica d’accoglienza degli immigrati, il suo irrigidirsi e non trovare soluzioni con la parte del partito che era contraria.

Ma davanti alla sedia del potere, l’ha lasciata con onore e con riforme effettuate. Come ha sottolineato, durante il discorso di commiato, provenendo dalla magnifica associazione degli scout, l’impegno era di lasciare il posto meglio di come si era trovato. E lui l’ha fatto.

Il fronte del No che ieri festeggiava, come se avesse vinto la Nazionale, sbeffeggiando gli avversari, come dei perfidi bambini dell’asilo, non ha ancora compreso che, proprio ieri, si è celebrato l’inizio della fine della loro falsa vittoria.

Matteo Renzi, da solo, ha superato il 40%, contro tutti, ma proprio tutti, anche contro i dinosauri di D’Alema e Bersani.

Concludo parlando ancora di cinema. Ho amato e amo alcuni comici italiani. Dagli inarrivabili Totò e Sordi per arrivare a Troisi e Verdone. I migliori rappresentanti della commedia italiana. Oggi, dovremo lasciare gestire il nostro Paese a Brunetta o a Di Maio, che non possono neanche vantarsi di questo titolo, comici.

Baldassarre Aufiero, dicembre 2016 – © Mozzafiato

admin