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ATTENTATO A BERLINO: LA LUCE BUIA DEL NATALE

I mercatini di Natale sono, da sempre, l’attrazione maggiore durante il periodo festivo, nessuno riesce a resistere al fascino che evocano questi piccoli stand che, ogni anno, popolano le piazze di tutto il mondo.

Lunedì 19 Dicembre 2016, a soli 5 giorni dalla vigilia di Natale, a Berlino (Breitscheidplatz) in una delle zone commerciali più frequentate, verso le 20:15 di sera, 12 persone intente a comprare gli ultimi regali di Natale, hanno visto l’accecante luce di un enorme camion imbattersi sui loro corpi, spegnando per sempre, insieme alla loro vita, la magia del loro ultimo Natale.

Fabrizia De Lorenzo

Numerose le persone ferite gravemente, circa 50, tra cui due italiani: Giuseppe La Grassa, di origini palermitane, rimpatriato con una profonda ferita in testa di 25 punti, e una giovane ragazza di soli 31 anni: Fabrizia Di Lorenzo, aspirante giornalista, “scappata” dall’Italia perché; come la maggior parte dei giovani, non trovava lavoro.

Anis Amri

La giovane è tutt’ora dispersa; il suo cellulare è stato trovato nella zona del crimine ma, della giovane, non ci sono tracce, le speranze di un suo ritrovamento svaniscono ora dopo ora. Ma cosa ha portato questo tir ad imbattersi contro la folla causando questa terribile strage? Non si tratta di un camionista ubriaco o colto dal sonno, bensì dall’ennesimo attacco terroristico di matrice Jihadista, ancora una volta riemerge l’Isis.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il camion con targa polacca è stato usato e dirottato da un presunto tunisino 24enne: Anis Amri, all’interno dell’automezzo, infatti, è stato trovato un documento identificativo del presunto terrorista, che vanta un passato in carcere in Italia e di piccoli crimini.

All’interno dell’automezzo vi era un polacco: Lukasz Urban 37enne, cugino del proprietario dell’azienda per la quale lavorava trasportando ponteggi d’acciaio. Si presume che sia stato utilizzato come ostaggio; da una seconda persona, per commettere la terribile strage dato che, il suo corpo, è stato trovato torturato e privo di vita all’interno della cabina, il quale prima di morire ha dovuto sentire sulla sua pelle l’ impotenza e la colpevolezza di anime strappate alla vita per mente di qualcun altro. il principale indagato è attualmente ricercato dalle forze dell’ordine tedesche, che offrono fino a  100.000 mila euro di taglia a chiunque fornisca informazioni che determinino la cattura del ricercato.

La cancelliera tedesca Merkel ha annunciato durante una conferenza stampa tenuta il giorno successivo dall’attacco, che il colpevole sarà punito tanto severamente quanto permesso dalla legge. Ma chi è il vero responsabile di questi attacchi che proliferano di giorno in giorno? Di responsabili ce ne sono tanti, ad iniziare da chi permette a questi terroristi di entrare nel nostro paese, usato come ponte, per raggiungere il loro vero scopo.

“Possa il nuovo anno portare una luce diversa nel cuore di tutte le vittime ed i familiari di chi ha subito i danni fisici e psicologici del terrorismo.”

Marianne Perez Lopez, dicembre 2016 – Mozzafiato Copyright

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