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“RUBENS: LA FURIA DEL PENNELLO”

A Milano, nei nobili saloni di Palazzo Reale, si è inaugurato il 26/10/2016 una mostra interamente dedicata all’arte “universale” del grande Maestro Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577/Anversa 1640).

Esposizioni di questo calibro ci ricordano l’importanza e la centralità che l’Italia ha avuto nello sviluppo e nell’evoluzione della storia dell’arte, dimostrando attraverso la maestosità di queste tele l’influenza che Rubens ha appreso ed ha donato all’arte italiana.

L’inedita mostra, infatti, diversamente da quelle realizzate in precedenza, focalizza la sua attenzione sul rapporto tra: Rubens e l’arte italiana.

Per 8 anni visse in Italia: tra Mantova, Venezia, Roma e Genova, si può dire che grazie a questo soggiorno abbia raggiunto la sua piena maturità artistica, studiando dal vivo i maestri del Rinascimento e  confrontandosi con i suoi contemporanei come: Caravaggio; nel quale in alcune opere, si può notare la sua influenza dai caratteristici sfondi scuri e dal gioco delle ombre e dei chiaroscuri.

Quasi 3 anni di scrupoloso e complesso lavoro condotto da un prestigioso comitato scientifico internazionale, capitanato dalla curatrice Anna Lo Bianco, decine di contatti con istituzioni culturali italiane e internazionali, 42 prestatori, per realizzare questo eccezionale progetto educativo, che ci insegnerà in ogni suo percorso ad amare e avvicinarci di più all’essenza dell’arte.

71 opere di pura poesia a pennellate dal tocco realistico, oltre a Rubens che ci lascerà senza parole con oltre 40 opere, troviamo a confronto anche pittori come: Tintoretto, Lanfranco, Giordano, Salvator Rosa, Pietro da Cortona, Guido Reni, e Bernini, per mettere in luce la forte influenza di Rubens su questi artisti più giovani.

Non mancano le statue classiche, dato il loro ascendente sulla composizione di maestose rappresentazioni di corpi ben scolpiti nelle tele, molti dei quali a grandezza naturale.

L’esposizione non è strutturata in base ad una cronologia, ma in una serie di percorsi tematici, divisa in 4 sezioni che ci vogliono avvicinare a lui come uomo e come artista.

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Pietro Paolo Rubens Ritratto della figlia Serena 1615-1616

In ciascuna opera da lui realizzata si può cogliere l’amore e la passione che egli aveva per la vita.

La prima sezione, intitolata “Nel Mondo di Rubens”: ci introduce nella sua intimità, infatti, tra le primissime opere che vediamo vi è quella della figlia: Clara Serena. Attraverso quest’opera (la più commovente e personale), apparentemente semplice, si può intravvedere in ogni dettaglio non solo la sua bravura nella ritrattistica, ma attraverso gli occhi verdi e brillanti della piccola, accenni di modernità, in quanto l’immagine sembra che ti osservi e ti sorrida da un mondo lontano, ma vivo.

Questa sua capacità di rendere ogni cosa vibrante, d’immortalare il sentimento, catturarlo per sempre tra le setole dei suoi pennelli per secoli e secoli, è uno degli aspetti principali della sua arte e la nascita del Barocco.

Nella seconda sezione intitolata: “Santi come Eroi” non mancano opere di statuari soggetti sacri.

La terza sezione è dedicata a quello che Bellori definiva la: “furia del pennello”(da cui prende titolo la sezione) in cui si ha modo di vedere attraverso i suoi dipinti, un’altra innovazione per l’epoca, una sorta di “composizione cosmica” in cui tutto si mescola, dove non vi è più un punto centrale, ma ogni elemento diventa un insieme, in cui la luce e il colore si fondono in un unico elemento determinante, “universale” (termine che racchiude il senso più profondo dell’estetica Barocca).

La mostra si chiude con “La Forza del Mito” in cui, come un libro di fiabe, prendono vita grandiosi personaggi mitologici, drammatici e foschi, come nella fastosa tela di: “Saturno divora i figli” in cui si assiste all’orrore del padre che addenta il petto del figlio.

Queste opere cariche di drammaticità e dolore, vengono rese da lui romantiche, come se, sull’orrore gettasse un velo raffinato, per non ferire gli occhi degli spettatori.

L’imperdibile opportunità di toccare con gli occhi opere come queste è stata resa possibile soprattutto grazie al Comune di Milano e Marsilio Editori che accompagna alla mostra un’imperdibile catalogo che è un punto di riferimento per apprezzare pienamente l’arte di Rubens. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 26/02/017.

«Questa mostra è l’incontro con un Maestro che ha saputo cambiare aprendosi al mondo, e ci insegna a fare altrettanto.» (Giuseppe Sala)

Marianne Perez Lopez, ottobre 2016 – © Mozzafiato

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