Home / LIFESTYLE / DUE DEL GIORNO / IN MORTE DEL FASCINO. E DELLA BELLEZZA

IN MORTE DEL FASCINO. E DELLA BELLEZZA

È una commemorazione postuma; di almeno vent’anni. Si è attesa invano una resurrezione; non smettiamo di sperarvi.
  Il fascino, quell’alchimia di espressioni, movenze, posture, eloquenza, competenza, intelligenza, estetica e, perché no, bellezza non esiste più. O meglio, esiste ancora, pur se raro, ma non interessa, non paga e non attrae più.
  Già, l’attrazione, la seduzione…questo era il portato principale e fondante del fascino: la forza di essere irresistibili anche al di là di ogni razionalità, travalicando i confini di età, di censo, di separazione sociale.
  C’era una volta il fascino del professore, dell’architetto, del filosofo, dell’oratore, del giornalista, dell’artista.
  Poi, con via via più d’un compromesso culturale, venne il fascino del cantante, del fotografo, del tennista, del pilota, del ballerino..
  E fin qui la cosa può essere comprensibile: un po’ più di scioltezza e di prestanza sono apprezzabili; a piccole dosi non minano l’intelletto, anzi forse lo stimolano.bartender-chris
  Ora però non attraggono quasi più neppure le rockstars o i cantautori, bensì i calciatori e i tronisti, i palestrati e i baristi. Ruoli anche dignitosi,certo,ma che siano visti come i nuovi dèi della seduzione mi sembra un po’ eccessivo. Con buona pace del fascino, appunto. E anche del buon gusto. Nonché del buon senso.
  Qualcuno penserà: ‘sì, ma costoro attraggono solo le ragazze giovani e sbarazzine’. Intanto non mi sembra che queste debbano essere necessariamente sottovalutate rispetto alle donne mature e seriose; poi attraggono anche le altre. E comunque le prime erano un tempo affascinate dal loro insegnante, di filosofia o di musica che fosse, o dal loro attore o poeta preferito. E non mi sembra che fossero infelici, né che rimanessero deluse; mentre sicuramente alimentavano la cultura, propria ed altrui.
  L’unico fascino che rimane immortale e attraversa le epoche è quello del denaro, però ormai spesso apprezzato solo in abbinamento a doti ancor meno nobili.
  Un esempio (ascrivibile ovviamente al ‘mondo al contrario’, di cui si è già parlato): un ricco rapper arrabbiato e tatuato è oggi sicuramente preferito ad un pari ricco dandy allegro ed elegante. Ed entrambi ad un povero scrittore valente. Ma quest’ultima, ahimè, non è una novità.
  E la bellezza? Si è detto che può essere una componente accessoria, ma non affatto necessaria del fascino.
  Oggi però ha smesso di essere una qualità ambita anche in subordine ad esso, come è sempre stata, per esser superata nell’attrattività persino dall’esoticità.

Il Conte, ottobre 2016 – © Mozzafiato

admin